Venerdì alle 20.45 l'esordio ufficiale in cadetteria a Parma. Il Bari è tornato in Serie B a quattro anni dal fallimento: sarà la 51esima partecipazione per i biancorossi nella categoria (tre campionati son stati giocati nella seconda divisione nazionale). Dopo lo scorso episodio che trattava la stagione 2003/04, raccontiamo oggi la stagione 1988/89.
Il campionato precedente, terminato con uno scialbo settimo posto, necessita di un nuovo ciclo, possibilmente vincente. Vincenzo Matarrese chiama allora il molfettese Gaetano Salvemini in panchina, reduce da un triennio positivo a Empoli. Del blocco dell'anno precedente restano i migliori: la fantasia di Pietro Maiellaro; Fabio Lupo; i guantoni di Mannini; l'estro e i gol di Alberto Bergossi; la garra di Angelo Carbone e Angelo Terracenere; il trio difensivo formato da Massimo Carrera, Giovanni Loseto e Giorgio De Trizio; Maurizio Laurieri; Salvatore Guastella e i polmoni di Carletto Perrone.
Dal Cesena torna il barese doc Michele Armenise, dall'Empoli Corrado Urbano. Il Bari si accura il tandem d'attacco composto da Paolo Monelli e Lorenzo Scarafoni, prelevati rispettivamente da Lazio e Ascoli. In regia arriva l'ex campione d'Italia Antonio Di Gennaro. Salutano i due inglesi Cowans e Rideout, dopo un triennio positivo in Puglia.
L'avvio è senza dubbio positivo, con i galletti che pareggiano 0-0 ad Ancona e vincono al Della Vittoria contro il Parma per 2-1 (reti di Monelli e Lupo). Dopo un triplo zero a zero, la squadra centra un tris di vittorie consecutive contro Samb, Licata e Barletta. La solidità difensiva è il vanto della squadra di Salvemini, capace di andare spesso a rete senza incassarne. Dopo sedici risultati utili consecutivi e l'1-0 a Cosenza firmato dall'incontenibile Monelli, il Bari incassa la prima sconfitta a Messina, con un netto 3-0. Seguono altri due zero a zero. I biancorossi chiudono così al secondo posto il girone di andata con 25 punti, a quattro lunghezze dalla capolista Genoa.
Nel girone di ritorno gli uomini di Salvemini, trascinati dai gol di Monelli (16 a fine campionato) e Scarafoni, oltre che dalle magie di Maiellaro, continuano a macinare successi. La vecchia guardia nelle retrovie contribuisce a mantenere spesso la porta di Mannini inviolata. Con un andamento molto regolare, il Bari alla 33^ giornata batte nel derby il Taranto e sale al primo posto in classifica superando il Genoa. Un rilassamento naturale porta al ko con l'Avellino.
Sette giorni dopo, il 28 maggio 1989, un altro ko al Della Vittoria contro il Cosenza, che ne fa tre. Al novantesimo, però, parte la festa. I risultati dagli altri campi infatti sanciscono la promozione matematica del Bari con tre giornate d'anticipo. A fine campionato con 51 punti il Bari è primo ex aequo proprio con il Genoa. Un campionato dominato fin dall'inizio con diversi protagonisti.
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