È la settimana della prima in cadetteria a Parma, in programma venerdì alle 20.45. Il Bari è tornato in Serie B a quattro anni dal fallimento: sarà la 51esima partecipazione per i biancorossi nella categoria (tre campionati son stati giocati nella seconda divisione nazionale). Dopo lo scorso episodio che trattava la stagione 1993/94, raccontiamo oggi la stagione 2003/04.
Dopo l'undicesimo posto della stagione precedente, Vincenzo Matarrese dà fiducia a Marco Tardelli, riconfermandolo in panchina. Il clima nel capoluogo pugliese è pessimo, con la tifoseria in forte contestazione con il numero uno dei biancorossi, alle prese con problemi finanziari non banali. L'obiettivo è quello di mantenere la categoria.
Il colpo di mercato è la conferma di bomber Spinesi, ormai un decano del Bari con valanghe di gol alle spalle. Ceduto Gillet in prestito al Treviso, viene data fiducia in porta a Battistini. Diversi i riconfermati: Candrina, il pugliese Ingrosso, capitan Neqrouz, De Rosa, Collauto e La Fortezza a centrocampo, i cileni Nicolas Cordova, Alex von Schwedler e Jaime Valdes, lo svizzero Pizzinat, l'argentino Markic, Mora, Motta, il barese Bellavista e Enynnaya. Perso D'Agostino - tornato alla Roma -, dal Messico arriva l'uruguagio Lipatin. Ritorna a casa Michele Anaclerio e dopo diversi anni Emanuele Brioschi. Salutano Luigi Anaclerio e Duccio Innocenti.
Per la prima volta nella storia si gioca una serie B a 24 squadre, con cinque promozioni in A e tre retrocessioni dirette più una tramite play-out. Il Bari ha una squadra che può ampiamente raggiungere il suo obiettivo, ma l'avvio è nefasto. Al San Nicola la Ternana si impone 2-1, con le fere che rimontano la rete di Spinesi. Dopo il pari col Vicenza e la vittoria casalinga col Toro, il Bari incappa in quattro sconfitte consecutive. La vittoria con la Triestina è inutile, con i biancorossi che pareggiano con la Fiorentina e perdono le successive due con Venezia e Messina.
Con il Bari nei bassifondi della classifica, Matarrese è costretto all'esonero di Tardelli. Viene scelto Bepi Pillon, reduce da una promozione in B con l'Ascoli e una tranquilla salvezza col Picchio. L'esordio è ancora amaro, con il ko a Salerno. Il Bari sembra però riprendersi, alternando ko a successi (vittoria a Avellino e col Palermo capolista). A peggiorare le cose, però, è il caso Spinesi. Il bomber rompe con la società e viene messo sul mercato. Pillon, inerme, è costretto a rinunciarvi, dando fiducia a Sasà Bruno, preso in sua sostituzione. Spinesi, dopo il passaggio sfumato a Napoli, il 31 gennaio decide di risolvere il suo contratto.
Nel girone di ritorno la situazione non cambia, con la squadra che non riesce ad uscire dalle sabbie mobili della classifica. Il doppio successo con Atalanta e Como fa uscire il Bari dalla zona playout, ma il ko interno con il Catania è la classica mazzata che mette al tappeto la squadra. Il Bari non riesce più a risalire, accusando il colpo. A fine campionato è ventunesimo: tocca il playout col Venezia. La gara d'andata si gioca al San Nicola, in data 16 giugno 2004. Una rete di Bruno fa gioire i biancorossi per l'1-0 finale. Tre giorni dopo, però, in Laguna il Bari cade inopinatamente per 2-0. Un ko inspiegabile, una partita terribile, segnata dalle lacrime di tifosi e giocatori. I galletti tornano così in Serie C.
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