Il clima che si respira tra i tifosi biancorossi nelle ultime ore è un condensato di rabbia, sospetto e una rassegnazione che fa quasi più male della contestazione aperta: i social e i forum sono diventati il termometro di una piazza che non accetta più le "carezze" verbali da parte di chi ha fatto parte della storia del club e che oggi guarda da lontano un disastro che appare annunciato.

Le recenti dichiarazioni di Guido Angelozzi, attuale direttore dell'area tecnica del Cagliari, che ha provato a predicare ottimismo parlando di una salvezza ancora possibile nonostante l'annata storta, sono state accolte con un muro di scetticismo feroce. Il commento di Vito è emblematico di una ferita ancora aperta riguardante le ultime operazioni di mercato curate proprio dall'ex DS: "Non ci credo alle tue parole, ci hai infilato due giocatori Lulic e Cavuoti... li hai presentati come due grandi...". Un pensiero che trova immediata sponda in quello di Luciano, il quale rincara la dose con una punta di sarcasmo amaro ringraziando ironicamente per l'innesto di un Cavuoti finora invisibile dopo il rendimento giudicato scandaloso di Lulic.

L'analisi si sposta poi sulla gestione complessiva della rosa e sulle strategie comunicative della società, con Luigi che traccia un profilo impietoso dell'operazione Gytkjaer, definendolo l'ennesimo colpo a effetto utile solo a mascherare un vuoto progettuale: “Gytkjaer è stato l'ennesimo giocatore voluto dalla proprietà solo per gettare fumo negli occhi ai tifosi, per illuderli e fargli sognare un top player per la finta scalata alla A, e garantirsi un cospicuo numero di abbonati ed una buona presenza di pubblico al S. Nicola, una strategia velenosa".

Il pessimismo cosmico travolge anche la qualità del gioco espresso, con Francesco che sentenzia senza appello: "Comunque, da sportivi, il Bari è la squadra che pratica il calcio peggiore della serie B. Da tifoso spero che ci salviamo, però ci credo davvero poco". A fargli eco sono le parole cariche di sconforto di Alessandro, che arriva a ipotizzare la fine del calcio a Bari come unica via d'uscita da un'illusione perenne: "La cosa migliore per il calcio a Bari è finire...non esisterà mai una società in grado di investire e di farla diventare ambiziosa...De Laurentiis ha solo approfittato di tutto ma non riesco proprio a vedere un futuro migliore". Un'identica disillusione viene espressa da Michele, convinto che il destino della squadra fosse segnato già prima del ritiro estivo a causa di una presidenza assente e di direttori sportivi costretti a operare senza portafoglio.

A chiudere il cerchio è il confronto impietoso di Domenico con la squadra di due stagioni fa, ricordando come il gruppo che si salvò sotto la guida di Giampaolo avesse una tempra morale differente: “Squadre completamente diverse assolutamente, quella che si salvò aveva più giocatori con tecnica, ed erano uniti e compatti (grazie a Giampaolo) a raggiungere l'obiettivo della salvezza a tutti i costi, quelli attuali sembra che passeggiano”. La sensazione dominante è che a questa rosa manchi l'attaccamento necessario per evitare il baratro, con giocatori che sembrano scivolare verso la Serie C con una passività che la piazza non è più disposta a perdonare: la matematica resta l'unico appiglio per chi, nonostante tutto, spera ancora in un miracolo simile a quello di Terni, anche se l'atteggiamento visto in campo sembra suggerire una storia dal finale molto diverso.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 30 marzo 2026 alle 20:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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