La retrocessione ha riportato il Bari in una dimensione che la città sperava di avere definitivamente lasciato alle spalle. Quattro anni dopo la promozione in Serie B, i biancorossi sono tornati in Serie C al termine di una stagione profondamente negativa, conclusa con il doppio 0-0 nel playout contro il Südtirol. A condannare i pugliesi è stato il peggior piazzamento nella regular season: 17° posto con 40 punti, uno in meno degli altoatesini.

La risposta della società è stata una rifondazione piuttosto netta. Nuovo allenatore, numerosi cambiamenti nella rosa e la ricerca di calciatori abituati alla categoria indicano una direzione precisa: provare a trasformare la retrocessione in una parentesi breve. Il primo 3-0 sulla Cavese ha dato una spinta importante al nuovo corso, ma il risultato dell'esordio non deve nascondere le difficoltà di un girone C nel quale il Bari non sarà certamente solo nella corsa alla promozione.

Rastelli per costruire una squadra da Serie C

La scelta più significativa dell'estate è probabilmente quella di Massimo Rastelli. Dopo la separazione con Moreno Longo, il Bari ha affidato la panchina all'ex tecnico di Cagliari e Avellino, legandolo al club fino al giugno 2027 con un'opzione collegata alla promozione in Serie B.

Il profilo dice molto del progetto. Rastelli conosce i campionati lunghi e fisicamente impegnativi e ha già affrontato percorsi di promozione nel corso della propria carriera. L'obiettivo non sembra quello di costruire una squadra particolarmente sofisticata dal punto di vista teorico, quanto un gruppo intenso, equilibrato e capace di adattarsi alle diverse situazioni che presenta la Serie C.

Le prime partite hanno evidenziato una preferenza per il 4-3-3, pur con la possibilità di passare al 4-2-3-1 o modificare la posizione dei giocatori offensivi. Contro la Cavese sono partiti contemporaneamente Butic, Gomez e Tribuzzi, sostenuti da un centrocampo composto da Darboe, Grgic e Maggiore.

È una base già abbastanza riconoscibile, ma non ancora definitiva. Il mercato resta aperto e alcune situazioni in uscita potrebbero modificare ulteriormente l'organico.

Un mercato pensato soprattutto per la categoria

Uno degli aspetti interessanti del mercato del Bari è la scelta di non limitarsi a conservare giocatori provenienti dalla Serie B. La società ha cercato anche interpreti che conoscono direttamente la Serie C e le sue caratteristiche.

L'esempio più evidente è Guido Gomez. L'attaccante arriva dopo quattro stagioni particolarmente prolifiche con il Crotone, nelle quali ha raggiunto rispettivamente quota 13, 15, 13 e 16 reti. È un calciatore che conosce praticamente ogni dinamica della categoria e che può rappresentare un riferimento offensivo importante.

Accanto a lui è arrivato Karlo Butic dalla Casertana. Le prime indicazioni hanno mostrato un giocatore meno statico rispetto a un centravanti tradizionale: può muoversi sulla fascia, avvicinarsi a Gomez e partecipare alla costruzione. La sua rete contro il Casarano ha consentito al Bari di superare il primo turno della Coppa Italia di Serie C, mentre contro la Cavese ha partecipato all'azione del raddoppio.

Il reparto offensivo è stato ulteriormente completato con Alessio Tribuzzi e Mattia Esposito. Quest'ultimo, arrivato dal Napoli dopo l'esperienza al Sorrento, ha già inciso entrando dalla panchina contro la Cavese e servendo l'assist per il gol di Maggiore. I nuovi elementi offensivi permettono a Rastelli di avere maggiore profondità, anche se proprio l'attacco rimane uno dei settori sui quali il club potrebbe ancora intervenire prima della chiusura del mercato.

Grgic, Elia e gli altri volti della ricostruzione

Anche negli altri reparti il Bari ha cambiato molto. A centrocampo uno dei principali innesti è Lukas Grgic, centrocampista austriaco arrivato dopo l'esperienza con il Rapid Vienna. Il suo compito è quello di garantire fisicità, equilibrio e protezione alla squadra, affiancando giocatori come Giulio Maggiore ed Ebrima Darboe.

In difesa sono arrivati Mirko Elia, Alessandro Celli e successivamente Vasile Mogos, oltre a Niccolò Cocetta. Elia è stato immediatamente utilizzato al fianco di Mantovani, mentre Celli rappresenta un'alternativa sulla fascia sinistra. Nei primi due incontri ufficiali Rastelli ha già individuato una struttura piuttosto precisa: Cerofolini, Mantovani, Grgic, Tribuzzi, Butic e Gomez sono sempre partiti titolari.

Il punto interrogativo maggiore riguarda però ciò che accadrà negli ultimi giorni di mercato. Alcuni elementi della precedente rosa sono stati messi fuori dal nuovo progetto. Lorenzo Dickmann è stato ceduto a titolo definitivo all'OFI Creta e Matthias Verreth alla Dinamo Bucarest. Parallelamente sono state valutate altre uscite importanti, comprese quelle di Vicari, Dorval, Sibilli e Manzari.

La rifondazione, dunque, non consiste soltanto nell'aggiungere calciatori. Il Bari sta cercando di ridisegnare completamente gli equilibri dello spogliatoio dopo una retrocessione che inevitabilmente ha lasciato conseguenze anche sul piano ambientale.

Il 3-0 alla Cavese è un buon segnale, ma racconta solo una parte della storia

Il debutto in campionato ha prodotto il risultato migliore possibile: Bari-Cavese 3-0, con reti di Mantovani, Maggiore e Colangiuli. Ma analizzando la partita oltre il punteggio emergono indicazioni meno nette.

La Cavese ha creato diverse opportunità, soprattutto nel primo tempo, obbligando Cerofolini a interventi importanti. Gli ospiti hanno anche trovato un pareggio poi annullato nella ripresa. Il Bari è stato efficace, ha saputo soffrire e ha sfruttato meglio gli episodi, ma non ha dominato per novanta minuti.

È probabilmente questo il dato più interessante. La squadra di Rastelli sembra già possedere caratteristiche utili per la Serie C: concretezza, esperienza, capacità di sfruttare le palle inattive e una panchina che può cambiare le partite. Allo stesso tempo deve migliorare nella gestione del possesso e nella capacità di impedire agli avversari di arrivare con troppa facilità nell'ultimo terzo di campo.

Il vero problema potrebbe essere fuori dal campo

C'è infine una variabile difficile da ignorare: il rapporto tra società e tifoseria. Il debutto contro la Cavese si è giocato davanti a appena 2.864 spettatori, in un San Nicola segnato dalla contestazione nei confronti della proprietà e della multiproprietà.

Per una società come il Bari il pubblico potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo enorme in Serie C. Al momento, però, quel potenziale è sostanzialmente congelato. Rastelli lo ha riconosciuto dopo l'esordio, spiegando che saranno i risultati a dover riconquistare progressivamente la fiducia della piazza.

È un passaggio tutt'altro che secondario. Una squadra costretta a inseguire la promozione immediata dovrà convivere con pressioni molto superiori rispetto alla maggioranza delle avversarie. Due o tre risultati negativi consecutivi potrebbero trasformare velocemente l'ambiente.

Il Bari nell’ambito delle scommesse sportive

Chiaramente, l’ambizione del Bari è quella di tornare subito in Serie B. Un campionato che, lo sappiamo benissimo, può riservare sempre sorprese e che può vedere i proprio equilibri sconvolti all’improvviso. Proprio per questo, la cadetteria resta uno dei campionati preferiti dagli utenti e dai curiosi che osservano quote e pronostici sui siti autorizzati.

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Sezione: News / Data: Ven 28 agosto 2026 alle 06:00
Autore: Redazione TuttoBari
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