Cuore contro qualità, necessità contro ambizione. Al San Nicola va in scena una sfida che, a questo punto della stagione - a quattro partite dal termine del campionato - pesa tantissimo per entrambe le formazioni, ma soprattutto per il Bari. I biancorossi affrontano un Venezia lanciato verso la promozione diretta, ma non possono permettersi di fare calcoli: a quattro giornate dalla fine, ogni punto perso rischia di diventare decisivo in negativo.

La squadra di Longo arriva all’appuntamento con la consapevolezza di avere un solo risultato realmente utile. La classifica resta cortissima e pericolosa, e la lotta salvezza si muove su equilibri sottilissimi: serviranno cuore, orgoglio e una prova di carattere, oltre a quella concretezza quasi sempre mancata nel corso del campionato. Di fronte, però, c’è probabilmente l’avversario meno “comodo” da affrontare in questo momento. Il Venezia, infatti, si presenta a Bari con numeri da grande squadra. I lagunari vantano il miglior attacco del torneo con 68 reti realizzate e una delle difese più solide, la terza del campionato. Un equilibrio che li ha proiettati stabilmente al primo posto della classifica e che oggi li rende una delle candidate più credibili per il salto diretto in Serie A. Dall’altra parte, i biancorossi continuano a fare i conti con limiti strutturali evidenti: secondo peggior attacco e terza difesa più battuta, dati che fotografano con precisione le difficoltà di una stagione complicata.

Eppure, il contesto potrebbe offrire qualche appiglio. Il San Nicola, nelle ultime settimane, è tornato a essere un fattore: tre vittorie nelle ultime quattro gare interne rappresentano un segnale incoraggiante, soprattutto sul piano emotivo. In una partita del genere, l’energia dello stadio può incidere, spingendo il Bari a restare dentro la gara anche nei momenti più difficili. Anche perché i tifosi biancorossi faranno la loro parte, pronti a trascinare la squadra e a sostenerla nella corsa verso una vittoria fondamentale per la permanenza.

Sul piano delle scelte, Longo dovrà fare a meno dello squalificato Dorval, ma ritrova tra i pali Cerofolini, rientro tutt’altro che secondario per equilibrio e sicurezza tra i pali. Servirà però una prestazione collettiva diversa, più solida e soprattutto più efficace negli ultimi metri, per provare a impensierire una squadra strutturata come il Venezia.

Non mancano poi gli intrecci “emotivi”, con gli ex che - come spesso accade - tornano a incrociare il proprio passato. Tra gli ospiti del San Nicola ci sarà Lella, barese di Santeramo e cresciuto nel vivaio biancorosso, protagonista lo scorso anno con il Bari, prima del ritorno al Venezia dove in questa stagione ha trovato meno spazio, chiuso da una forte concorrenza. Ma non è l’unico filo tra le due squadre. Anche Gytkjaer ritroverà il suo passato: proprio in laguna aveva vissuto una stagione da protagonista, culminata con il gol decisivo nella finale playoff contro la Cremonese. Oggi, però, il suo ruolo è cambiato, con un impiego ridotto e un peso decisamente inferiore.

In una gara così, l’aspetto mentale rischia di fare la differenza quanto quello tecnico. Il Venezia arriva con entusiasmo e certezze, il Bari con l’urgenza e il peso della classifica. Due spinte opposte che si incrociano in novanta minuti in cui ai biancorossi non sarà più concesso sbagliare.

Sezione: News / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Martina Michea
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