Claudio Bigica, 43 anni, è un ex portiere dei galletti, con i quali ha compiuto tutta la trafila nelle giovanili, fin dalla tenera età di 12 anni.

A differenza del fratello Emiliano, però, l’estremo difensore non ha mai avuto la possibilità di esordire in prima squadra, collezionando solo un paio di panchine, in A, nel 1996. In esclusiva ai nostri microfoni ricorda: “Già Materazzi, qualche stagione prima, aveva molta stima del sottoscritto, e mi fece allenare più volte con i grandi. In biancorosso, ho vinto un campionato Allievi nazionali, nel 1993, e sfiorato un altro paio di trofei, con la Primavera. Poi, con l’arrivo di Fascetti, ci fu l’opportunità di fare il dodicesimo, in quelle due gare. All’Olimpico, contro la Lazio, rischiai anche di dover entrare. Fontana, in uscita, colpì il pallone con la coscia, ma l’arbitro vide un fallo di mano fuori area. Se non fosse intervenuto Casiraghi, a fargli cambiare idea, Racalbuto l’avrebbe espulso ed io avrei debuttato. Nella partita successiva, al S. Nicola contro il Piacenza, fu bellissimo percorrere il tunnel che porta al campo, e vedere la Curva Nord gremita. Un’emozione che, da bambino, avevo sognato di vivere.”

Una carriera non molto fortunata, la sua: “L’anno dopo, feci il ritiro con la Reggina, e poi firmai con l’Inter. Credo molto nel destino, e nel mio passato ci sono state tante occasioni nelle quali, probabilmente, ho fatto scelte errate. Quando andai a Bisceglie, in C, la società fallì ad agosto, ed io dovetti stracciare un contratto biennale a cifre importanti. Evidentemente, la mia strada non era quella del calcio professionistico.”

Sezione: Amarcord / Data: Mer 10 febbraio 2021 alle 00:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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