Raffaele Rubino, 42 anni, barese verace, conserva nel cuore la sua esperienza in biancorosso, nonostante non abbia mai avuto la possibilità di esordire in prima squadra. Intercettato, in esclusiva, dalla nostra redazione, ha ricordato: “Sono rimasto cinque anni nel settore giovanile dei pugliesi, eravamo un gruppo veramente forte. Vincemmo lo scudetto con gli Allevi Nazionali e perdemmo la finale di Coppa Italia Primavera contro la Juve. C’era gente come Ventola, Paris, Chisena. Era più difficile, all’epoca, fare il proprio esordio in un club importante. Ho fatto comunque il mio percorso professionale, arrivando fino alla A con il Novara, e mi sono tolto le mie soddisfazioni, collezionando record con la maglia azzurra. Diventai professionista a 17 anni, ed il Bari decise di non investire su di me. Ci fu poi una trattativa nel 2003, quando i galletti, a fine stagione, retrocessero ai playout, ma purtroppo ero già in parola con il Torino, e non potevo venir meno all’accordo con i granata.”

Ma i ricordi che associano Rubino alla compagine della sua città non finiscono qui: “C’ero, da avversario, anche in quel Bari-Novara 4-1 della meravigliosa stagione fallimentare, quando i biancorossi viaggiavano sulle ali dell’entusiasmo. Fu una cosa bella da vedere, un’emozione, la curva mi salutò e mi applaudii.”

Poi il ritorno nel club, da dirigente: “Tornai in società, come capo degli osservatori, nel Bari di Paparesta. Feci una segnalazione, con tanto di relazione, relativa a Federico Chiesa, ma purtroppo non c'erano i mezzi economici per portare a termine l’affare. Provo ancora amarezza per quella sconfitta ai playoff contro il Novara, nel 2016. Un 3-4 incredibile, una delusione fortissima.”

Sezione: Amarcord / Data: Mar 06 ottobre 2020 alle 20:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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