Evitato il divorzio, si proseguirà insieme verso obiettivi che restano difficili da raggiungere. Il Bari non scarica Mangia, che a sua volta non ha nessuna voglia di rimettere in mano alla società il suo mandato. Nonostante la crisi, nonostante le polemiche, nonostante tutto dica e racconti di un Mangia ormai sconfessato anche dallo stesso presidente che, imperterrito e contro la volontà dei tifosi, ha confermato a tempo determinato il mister.

A Crotone Mangia si gioca la panca, la faccia e gran parte del suo prossimo futuro. In Calabria, però, potrebbe non bastare il successo a salvare l'ex Palermo, incapace di dare un gioco alla sua squadra in questi primi mesi di campionatoUn matrimonio che va dunque avanti con pochi sorrisi. E' evidente che la conferma di Mangia sia stata dettata più dalla necessità che dalla convinzione e la fiducia che il club ripone nel suo tecnico, ormai sgradito anche a qualche elemento dello spogliatoio. Il presidente Paparesta, però, sa che non è Mangia l'unico colpevole di questo mezzo disastro: sul banco degli imputati, infatti, ci sono finiti anche diesse e giocatori. Tutti stanno steccando, tutti hanno deluso le attese di una piazza che oggi si sente comprensibilmente tradita. Una tifoseria triste, il cui unico sbaglio è stato quello di dare fiducia incondizionata al nuovo club sottoscrivendo migliaia  e migliaia di abbonamenti a scatola chiusa, anzi vuota. 

Le bollicine della passata stagione hanno ubriacato tutti, anche lo stesso Paparesta, il primo oggi ad essere deluso ma anche il primo, ieri, ad illudersi che sarebbe bastato un bel sorriso e qualche rincalzo proveniente dal mercato  per portare il Bari in serie A. Questa squadra, al di la delle potenzialità che pur ci sono, sembra proprio non poter lottare per i vertici del campionato. E come potrebbe senza difensori centrali all'altezza, senza valori tecnici importanti in mezzo al campo e senza centravanti di stazza e di razza in attacco? A questa squadra mancano troppi tasselli.

Che la fortuna sia dalla parte di questo club, bistrattato e violentato per anni dalla precedente proprietà e ora al centro di polemiche e problemi che possono e devono essere risolti. Il tempo, però, stringe, come la pazienza dei tifosi, che promettono contestazioni e proteste nelle prossime ore. Contro Mangia? No, contro tutti, soprattutto contro quei giocatori che, tra un selfie e l'altro, hanno dimenticato che la differenza in campo la fanno la voglia e la fame di lottare per grandi obiettivi, non i sorrisi.

Sezione: Copertina / Data: Mer 12 novembre 2014 alle 08:15
Autore: Andrea Dipalo
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