Essere secondi in classifica non basta per allontanare i dubbi. A Bari, il clima attorno alla squadra resta segnato dallo scetticismo, alimentato da prestazioni che continuano a lasciare interrogativi e da una sensazione sempre più difficile da ignorare: questo gruppo, almeno per quanto mostrato finora, sembra ancora lontano dal dare garanzie concrete in ottica promozione.

Alla base delle perplessità ci sono i limiti di una rosa che, in determinate situazioni, fatica a trovare soluzioni efficaci, ma anche alcune scelte e letture di Rastelli che non sempre sembrano andare nella direzione giusta. Quando le difficoltà si ripetono, diventa inevitabile interrogarsi sulla capacità della squadra di correggere i propri difetti e di affrontare con maggiore lucidità i momenti decisivi delle partite.

A rendere il clima ancora più pesante è stata la sconfitta in Coppa Italia contro il Potenza. Un risultato che ha lasciato strascichi non soltanto per ciò che è accaduto in campo, ma anche per le parole pronunciate da Rastelli nel post partita. Definire quella prestazione una “buonissima partita” non ha convinto la piazza. Al contrario, ha alimentato il malcontento, accentuando la distanza tra la percezione dell’allenatore e quella di una tifoseria che si aspettava ben altre risposte.

Perché è proprio qui che si concentra una parte del problema: non basta produrre gioco, né tantomeno trovare aspetti positivi da salvare dopo una sconfitta. Servono concretezza, capacità di leggere le partite e, soprattutto, risultati capaci di dare sostanza alle ambizioni dichiarate.

Gli errori sotto porta, in questo senso, pesano come macigni. Le occasioni sprecate non sono dettagli trascurabili, ma episodi che possono cambiare il destino di una partita e, nel lungo periodo, incidere sul percorso di una squadra. Se l’obiettivo è la promozione, la differenza deve farla anche la capacità di trasformare le opportunità in punti. Altrimenti, le buone intenzioni rischiano di rimanere soltanto tali.

La promozione resta l’obiettivo dichiarato, ma tra le ambizioni e la realtà del campo si è aperta una distanza che il secondo posto, da solo, non può cancellare. La classifica offre ancora una posizione importante, ma non garantisce che il percorso sia quello giusto. Per convincere una piazza esigente, il Bari dovrà dimostrare di saper crescere, correggere i propri limiti e affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza.

A Bari, insomma, non basta guardare la classifica per ritrovare fiducia. Servono risposte. E servono adesso

Sezione: Copertina / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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