A Crotone il Bari che non ti aspetti. A partire dal modulo, stravolto a sorpresa da Davide Nicola, che allo Scida mette in scena un insolito 3-4-1-2. Una decisione disgraziata. Lo si denota dall'andamento del match: biancorossi per lunghi tratti in balia dei padroni di casa, che dominano e schiacciano il galletto vincendo 4-1.

Scelte sciagurate. Quelle consumate da mister Nicola si sono purtroppo rivelate tali. Squadra stravolta nello schema e negli uomini. Massiccio, infatti, il turnover operato dal tecnico piemontese, che lascia in panchina Maniero, Defendi, Di Cesare, De Luca e Valiani in vista del prossimo match contro l'Avellino. Come se contro il Crotone la gara non fosse altrettanto importante.

Una condizione fisica non di certo al top giustifica in parte le decisioni di Nicola, a cui si contesta soprattutto la disposizione tattica della squadra. Il nuovo look manda infatti in tilt il sistema. Ed ecco che, la partita del possibile rilancio dopo i due pareggi di fila, si è trasformata nella disfatta più amara che si potesse immaginare. Almeno alla vigilia. 

Nicola, dunque, sul banco degli imputati. Non può essere diversamente. La squadra, apparsa ancora in rodaggio nelle precedenti uscite, a Crotone è caduta malamente dimostrando di essere molto lontana da quella prospettata questa estate. Ma il disappunto nei confronti di Nicola ha radici lontane. I tifosi, infatti, non hanno mai nascosto un certo disagio per il gioco espresso dal momento del suo arrivo lo scorso novembre. Ad un anno di distanza tutto sembra invariato. Il Bari non entusiasma nel gioco ma nemmeno nei risultati.

E' arrivato il momento di porsi alcune domande. Chi e cosa impedisce a questa squadra di esprimersi come dovrebbe? Andando avanti di questo passo sarà difficile mantenere fede alle promesse non pronunciate ma di fatto regalate alla piazza. Quello di Crotone suona dunque come un grave campanello d'allarme. Lo si ascolti, senza presunzione. Se il Bari è questo, qualcosa non sta funzionando a dovere. Si cambi rotta e lo si faccia in fretta. Una squadra che punta ai vertici non deve, non può soccombere in questo modo. Lo sa bene anche Gianluca Paparesta.

Sezione: Copertina / Data: Mar 22 settembre 2015 alle 23:05
Autore: Andrea Dipalo
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