Giocando e lottando. Sognando, segnando e anche un po' soffrendo. Il Bari ritrova i tre punti dopo un digiuno che pareva ormai interminabile. Di Cesare e Maniero firmano il colpo biancorosso smascherando finalmente, davanti ad un pubblico casalingo più magro del solito, il volto della felicità.

E' già cambiato tanto con Camplone. Sicuramente più di quanto il risultato di misura ottenuto contro un mai domo Vicenza potrebbe banalmente suggerire. Non era scontato imporre una mentalità offensiva alla squadra in così poco tempo. Il Bari ha mirato al pallino del gioco, tentato di ammazzare la partita e rischiato, forse anche per questo, oltre che per la bravura dei validi attaccanti avversari, di compromettere tutto in un finale al cardiopalma, da guerrieri veri.

Per informazioni, rivedere il fortino finale eretto in prima linea dal bistrattato Contini, uno che pareva ormai destinato al mesto declino del cambio generazionale e invece, nell'inedito ruolo di terzino, ha dispensato tutto il carisma di un'esperienza che tanto ancora può contribuire all'efficacia di questo Bari. Ha confermato la sua imprescindibilità, poi, Marino Defendi, tamburo perpetuo e cuor di leone, nonché assist-man per Maniero (che, a proposito di ritrovamenti, ha fatto gol...), faccia nuova di una squadra che ai suoi inesauribili polmoni aveva dovuto forzatamente rinunciare.

Al di là dei singoli, un tassello in più sulla strada complessiva del rilancio. La prova di personalità che serviva per accelerare il passo buono per la crescita. Le vittorie aiutano sempre, quelle ottenute così, in emergenza, un po' di più. Bentornata felicità.

Sezione: Copertina / Data: Sab 23 gennaio 2016 alle 21:00
Autore: Davide Giangaspero
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