Un passo indietro. Forse anche qualcosa di più. Nella serata in cui al San Nicola si è registrato un discreto aumento di spettatori, a ritornare sono stati pure i fischi di fine incontro, pieni e copiosi. Emblema di un secondo tempo abulico, a tratti sconcertante, disputato dal Bari a ritmi incomprensibilmente bassi e compassati. Peccato, perché il primo tempo era sembrato di tutt'altra levatura. Nulla di fantascientifico certo, ma almeno il Bari aveva realizzato due gol (annullati giustamente), condotto convintamente il gioco e sviluppato qualche trama piacevole.

Cosa è successo? Difficile trovare molta logica nell'incapacità di accelerare di una squadra che, oggi, avrebbe dovuto mangiare l'avversario, mostratosi sul terreno del San Nicola formazione di bassa B e nulla più. Il Bari aveva a disposizione la possibilità di vincere un incontro alla portata rompendo un digiuno da vittoria che, fra pochi giorni, supererà addirittura il mese effettivo.

A mancare nella ripresa sono sembrati proprio quei principi di gioco offensivo fin qui poco efficaci a livello di punti ma almeno lodabili per netta opposizione con il passato. Prestazioni confuse sono apparse quelle di Rosina, De Luca e Maniero, mentre cambi forse fin troppo tardivi sono stati quelli che hanno riportato brevemente in auge i nomi di Sansone e Puscas. Ha esordito in maglia biancorossa Lazzari ma anche il suo ingresso è parso eccessivamente macchinoso.

Poco da salvare, come poco è anche il tempo per svegliare gli animi. Persino i play-off, di questo passo, potrebbero tornare in discussione. Al Bari non piace che si ricerchino diagnosi, ma il malato intanto c'è, e continua a soffrire.

Sezione: Copertina / Data: Ven 19 febbraio 2016 alle 23:05
Autore: Davide Giangaspero
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