Alza la voce, Davide Nicola. Lo fa in quello che ha tutte le sembianze di un monologo più che di una conferenza. Un accorato invito rivolto a stampa e tifosi a stare vicino ad un gruppo estremamente fragile dal punto di vista psicologico. Giocare davanti a 60mila persone che applaudono quando si sbaglia un passaggio e, dall'altro lato, giocare di fronte a un pubblico esigente pronto a contestare al primo errore, fa tutta la differenza del mondo. Quelli che lo scorso anno erano dei re, ora sono diventati sudditi di una situazione che continua a precipitare. Secondo il tecnico, le eccessive pressioni dell'ambiente stanno mettendo in ginocchio questa squadra: "Io sono fermamente convinto che questi ragazzi, se aiutati, possono esprimere tutte le loro potenzialità. Avere paura di non essere all'altezza non vuol dire non esserlo realmente. Finchè i giocatori non diventeranno incosapevoli dei loro mezzi, non avranno mai la libertà mentale per metterli in mostra."

Il tecnico piemontese chiede, con feroce determinazione, un cambio di atteggiamento di tutte le parti in causa: "Il potere delle persone sta nella fiducia verso l'altro e nella speranza di credere in qualcosa, perciò vi dico: credete in questi ragazzi, solo così possiamo risorgere. Siate convinti che questi ragazzi facciano qualcosa per gratificarvi, perchè è la realtà" Riflessioni profonde, frammezzate dall'auspicio di un'iniezione collettiva di positività: "A furia di parlare di Mbakogu come bestia nera del Bari si è finito per prendere gol proprio da lui. Questo, giusto per farvi un esempio di come la negatività porti altra negatività. Dobbiamo avere il coraggio di pensare alle cose positive, altrimenti quelle negative finiscono per inghiottirci. Proviamo a remare tutti nella stessa direzione, nel bene esclusivo della Bari."    

Nicola, poi, si erge a parafulmine del malcontento della piazza: "Accetto le critiche purchè siano costruttive. Ma criticate me, non i miei giocatori. Io devo essere il catalizzatore, lasciate stare la squadra. A chi mette in dubbio la professionalità dei miei giocatori invito a venirsi a vedere un allenamento. Sono ragazzi che si allenano come bestie." Guai però a cullarsi sugli allori: "In questa società noto una chimica particolare però nelle prossime quattro partite prima della sosta farò le mie valutazioni. Dovrò capire chi è può entrare a far parte di questa chimica. Chi invece non è in grado, è giusto che prenda altre strade." 

Il tecnico non affatto è d'accordo con chi ha definito "spenta" la squadra vista contro il Carpi. Ma cosa c'è da aspettarsi dal suo Bari? Quali le differenze con Mangia? Nicola si fa maestro e ci tiene a spiegare la sua visione di calcio"Io voglio una squadra aggressiva, che vada a sbranare l'avversario in possesso palla. Una volta recuperata palla ti si aprono tutti gli spazi del mondo e noi abbiamo la qualità necessaria per sfruttarli quelli spazi. Dobbiamo avere la personalità per gettarci nella metà campo avversaria, per ribaltare l'azione con grande rapidità. Non mi piace un possesso palla fine a se stesso, e inoltre sto cercando di eliminare i passaggi in orizzontale e i retropassaggi al portiere. Ho visto dei progressi già nelle ultime gare, ma col tempo miglioreremo la fluidità e la razionalità del gioco. Il modello? Aspiro ad un calcio europeo, nel quale c'è più predisposizione alla fatica ma al tempo stesso finisci per sentirla di meno perchè si corre in maniera armonica ed organizzata." 

Un progetto ambizioso, non c'è che dire. Un progetto che però cozza in maniera abbastanza clamorosa con quanto mostrato finora sul campo. Dopo le sconfitte per certi versi fisiologiche con Bologna e Carpi, squadre strutturalmente molto più avanti del Bari, il calendario offre ai galletti un'opportunità ghiottissima per rilanciare i buoni propositi più volte elencati dal nuovo tecnico. A Cittadella, il Bari ha tutte le carte in regola per fare bottino pieno. In caso contrario, non si può togliere ad un pubblico finora encomiabile il diritto di essere deluso.   

Sezione: Copertina / Data: Mar 09 dicembre 2014 alle 20:30
Autore: Francesco Grossi
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