Davide Nicola ha spento in queste ore la sua prima candelina biancorossa. Nulla di particolarmente straordinario se non fosse per le tante turbolenze patite in questi lunghi mesi dalla sua panchina.
Chiamato dodici mesi or sono per rimediare in corsa allo sciagurato inizio di campionato del galletto, l'ex Livorno ci ha messo parecchio a trovare la quadratura tattica del suo Bari. Nonostante l'ottimo approccio mediatico, la giostra, seppur oliata, fatica non poco a carburare, spingendo Nicola a cambiare spesso assetto tattico, senza fortuna. Il Bari, durante tutto il campionato scorso e sotto la guida del piemontese, farà della discontinuità di rendimento il suo marchio di fabbrica. Il decimo posto finale in classifica è stato solo il naturale epilogo di tale andamento, aspramente criticato da buona parte di una tifoseria che, per la nuova stagione, sperava in un cambio in panchina.
L'estate porta consigli. Gianluca Paparesta, deluso per il mancato raggiungimento della serie A (obiettivo dichiarato sin dal giorno del suo insediamento), si rituffa nel mercato. Lo fa ancora con Davide Nicola in panchina ma senza Stefano Antonelli, diesse a tempo determinato con cui interrompe, a fine giugno, la sua collaborazione. L'addio dell'ex dirigente di Siena e Torino non fa altro che aumentare le responsabilità in capo a Davide Nicola, rimasto praticamente solo nella gestione dello spogliatoio e della rosa in generale. A fine agosto, però, la squadra da lui sognata si materializza per incanto. Nonostante l'assenza di un vero e proprio diesse, il presidente mantiene infatti fede alle sue promesse, mettendo a disposizione del suo tecnico una rosa forte e competitiva, in ogni reparto. Il Bari, dunque, si presenta ai nastri di partenza del campionato in corso in pole position per la promozione in serie A.
Attese pericolose. Il popolo biancorosso torna sorridente. La squadra, rinvigorita dall'arrivo di giocatori di assoluto livello, sembra finalmente pronta per raggiungere i suoi decantati obiettivi. Le aspettative della piazza sono elevatissime, e lo si denota chiaramente alle prime difficoltà che la squadra incontra in campo. All'incondizionato sostegno iniziale, fanno infatti seguito mugugni e contestazioni alle prime sconfitte. La squadra non convince, gioca male perdendo punti contro formazioni sulla carta alla portata di un Bari costruito per vincere e dominare. Nonostante le prime veementi critiche, Davide Nicola fa muraglia, difendendo senza mezzi termini il lavoro suo e dei suoi ragazzi. Il periodo, però, è nero veramente. I biancorossi, dopo la debacle di Crotone, ricascano a Terni pareggiando l'incontro successivo contro l'Entella. Sono giorni delicati per il tecnico, aspramente cotestato da tutto il 'San Nicola'. Il cambio in panchina pare quasi inevitabile. Nicola, con fare retto, continua ad ostentare fiducia e ottimismo, scontrandosi anche con quella parte di stampa e tifoseria che, senza mezzi termini, contesta il suo operato.
Gianluca Paparesta è confuso: continuare con l'uomo a cui è stata riposta fiducia incondizionata solo qualche mese prima o, come vorrebbero in molti, cedere alla tentazione di un cambio in panchina che, nelle più rosee intenzioni, garantirebbe quella scossa necessaria ad invertire rotta e campionato? I consigli arrivano da tutte le parti d'Italia. Il numero uno si chiude in riflessione e medita il da farsi.
Dopo aver contato abbondantemente oltre il dieci, Paparesta - come noto - opta per la riconferma del suo allenatore, a cui però fa arrivare, anche indirettamente, chiare e forti le sue raccomandazioni. Il Bari deve dare una sterzata al suo campionato e al suo atteggiamento, puntando in alto e, perchè no, entusiasmando i tifosi. Avanti insieme, insomma, ma con una postilla grande quanto un grattacielo. Nemmeno la vittoria di Vercelli e il successivo pareggio contro il Novara sembrano rimettere le cose apposto. Altra tempesta in arrivo? Sì se non fosse arrivato il doppio salutare successo contro Salernitana e Cesena.
Nonostante il secondo posto questo è un Bari costretto a tenere sempre l'acceleratore pigiato. Contro i bianconeri si è di fatto assistiti alla migliore performance dei biancorossi in campionato. Ora, però, bisogna continuare così. Gli applausi degli ultimi giorni avranno di certo rinfrancato Davide Nicola, comunque soddisfatto del suo lavoro a prescindere dal successo ottenuto al 'Manuzzi' di Cesena. Chi conosce bene l'ex Livorno, infatti, sa benissimo che lo stesso non si lascia scalfire e condizionare più di tanto dagli umori esterni. Che siano fischi o consensi, non fa differenza. A Nicola interessa la coscienza, la professionalità, che lo spinge a dare il massimo (limiti permettendo) al di là del contesto e della situazione ambientale che lo circonda. Ergo, Nicola sembra badare esclusivamente al campo e ai suoi giocatori, chiamati ora a mantenere alta la loro velocità di crociera. Il campionato di serie B è lungo e straziante. Rallentare sarebbe un gran peccato, specie ora che la squadra sembra finalmente aver intrapreso la retta via, aver trovato la giusta identità. Poco spettacolare, molto speculare, ma pur sempre vincente. E tanto basta. A Nicola, al presidente Paparesta e ai tifosi. Ad majora...
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