Minuto 10 della ripresa. Di Noia accelera la giocata per Sansone. L'ex bolognese, in gran spolvero, dribla secco l'avversario e conquista un corner. Camplone, compiaciuto, applaude. Un minuto dopo ancora Di Noia serve elegantemente un cross al bacio per Puscas che impatta comodo di testa e segna il suo secondo gol di giornata.

Esistono minuti più significativi di altri. Quelli in cui le grosse incertezze mostrate in una stagione cadono improvvisamente sotto i colpi del coraggio. Si chiedeva più coraggio, in effetti, al Bari. Quello non mostrato nelle ultime scialbe partite e riversato, pressoché completamente, nella fredda serata del San Nicola, tornata a riscaldarsi con i gol dei biancorossi. Una prestazione convincente, viziata da qualche prima volta che sa tanto di liberazione, e dalla crescita efficace di volti nuovi oltre che vecchi e ritrovati.

L'altro sorriso romantico arriva ad una ventina di minuti dalla fine. A risultato ormai tranquillo, Camplone richiama Donkor in panchina. Gli applausi del San Nicola sono convinti e ben mirati verso il ghanese. Non uno qualunque, ma il cattivo della gara col Crotone, il calciatore macchiatosi dell'errore decisivo: il perdono è pieno, caldo, soprattutto meritato. Si fa apprezzare persino Sansone, autore di una gara tutto pepe. Quattro le reti (nel tabellino entra anche Dezi), non succedeva da una vita.

Non è tutto risolto e non può essere unicamente una gara a portare fuori il Bari dalle difficoltà. Certo, però, che prove così ben suggeriscono la speranza. Giusto allora godersi il momento, anche fra pochi intimi. Quelli che, al San Nicola, hanno sfidato la pioggia. E quelli che, da casa, presto torneranno. Il Bari così, in fondo, piace davvero a tutti. Serviva un segnale dalla squadra, ne sono arrivati ben quattro. Urli preziosi che fan rima con il coraggio.

Sezione: Copertina / Data: Mar 01 marzo 2016 alle 22:45
Autore: Davide Giangaspero
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