Un tempo era un concetto pressoché scontato, poi col passare degli anni e con l'avvento del calcio moderno il tema dell'undici titolare è divenuto sempre meno urgente e più dinamico. Rose larghe, partite ravvicinate, il probante compito di trovare un equilibrio al proprio interno con la pressione dei risultati, lì, a segnare il passo a tutti i costi e rischiare di rimescolare certezze all'improvviso.

L'obiettivo, dopo qualche mese di gestazione e una ricerca spietataè stato centrato dal Bari di Nicola. Al di là di squalifiche e infortuni, la macchina biancorossa pare aver trovato col 4-3-3 un assetto funzionale alle caratteristiche dei propri principali interpreti. Un undici-tipo significa continuità, ma anche qualche dolorosa, inevitabile, esclusione. Sono scesi dalla torre giocatori prima inamovibili come Romizi e Defendi (ieri subentrati in corsa, ndr). E' scomparso dai radar Minala, vittima pure di una condizione problematica trascinata nel tempo. Ne ha beneficiato Donati, divenuto leader incontrastato in mezzo al campo. Ma anche Schiattarella, motorino diligente e senza fronzoli. 

L'ex Livorno merita una menzione particolare. Non sarà un calciatore stilisticamente impeccabile, ma è pedina ritenuta imprescindibile dal suo maestro Nicola. Ha iniziato l'avventura in biancorosso come esterno di un centrocampo a cinque, col cambio di modulo si è saputo adattare ad una posizione più centrale e nel vivo della manovra. La sua parabola ricorda quella di un altro uomo particolarmente gradito a Nicola: quel Leandro Rinaudo che, assieme a Contini, ha chiuso nell'ultimo mese a chiave la difesa, e pure i tentativi di concorrenza inscenati timidamente dai principali colleghi di reparto. 

Infine l'attacco: la prova di ieri di Caputo non ha fornito grattacapi potenziali a Nicola. Ebagua offre oggi più garanzie, e proprio l'italo-nigeriano, col Pescara, pare destinato a riprendersi scettro da centravanti e maglia da titolare. Galano e Boateng, entrambi in gol, sono le correnti più idonee per il tridente. Per buona pace di De Luca, calciatore più adatto a offrire variabili di gioco a gara in corso che non dall'inizio. Più punta degli altri due, la zanzara deve oggi accontentarsi di un ruolo da ultima mezz'ora, lì dove, peraltro, ha già fatto sentire fin qui, e meglio di tutti, il suo peso specifico in stagione.

Sezione: Copertina / Data: Dom 15 marzo 2015 alle 17:30
Autore: Davide Giangaspero
vedi letture