E se andasse come nel '97? I tifosi del Bari se lo augurano. Flashback: 5 aprile di quell'anno, al San Nicola i biancorossi battono il Lecce 2-1, doppietta di Ingesson. Da lì partì una rimonta incredibile che riportò la squadra di Fascetti in Serie A dopo solo un anno di purgatorio in cadetteria. Di quella squadra Marcello Montanari era il capitano. Almeno fino alla gara di andata contro il Ravenna. Poi, misteriosamente, "Genio" lo mise in naftalina: "E ancora oggi non capisco il perchè. Per me fu un periodo difficilissimo", ha commentato oggi in esclusiva per Tuttobari.com l'ex difensore, "ma quel che è certo è che il mister fu costretto a rigettarmi nella mischia proprio nel derby che rilanciò la nostra stagione. In quell'occasione marcai Francesco Palmieri e non gli feci toccare palla. Avevo addosso una rabbia incredibile. Quando oggi mi si chiede chi fu l'elemento fondamentale di quella cavalcata io rispondo...Marcello Montanari!"
Ma perchè fino ad allora la squadra non aveva ingranato? "Anche questo non riesco a spiegarmelo. Forse i giovani della squadra avevano avuto un approccio troppo morbido al campionato, non capirono subito che bisognava dare il massimo. La svolta fu la gara contro l'Empoli, anzi quello che successe immediatamente prima e che non posso rivelare. Dal Castellani uscimmo sconfitti ma in quel momento si accese una scintilla dentro di noi".
Potrebbe essere successo qualcosa di simile quest'anno grazie alla sconfitta di Palermo. Altri parallelismi con il Bari di oggi? "Dico la verità, il Bari di allora era più forte di quello di oggi. In quella stagione lì c'era uno come Zanchi che non giocava quasi mai eppure guardate che carriera ha fatto. Per non dimenticare Sala, poi campione d'Italia con il Milan. O Ingesson, De Ascentis, Flachi, Di Vaio..."
Era anche un campionato di Serie B diverso..."Non voglio fare il fenomeno, fare discorsi della serie: ah, quando c'ero io...e però non posso negare che tutto il calcio italiano oggi è molto più povero di quello di allora. Attualmente alleno la Reggiana e vedo per esempio che molti giocatori di Lega Pro hanno limiti tecnici evidenti".
S'è chiesto il motivo? "Non mi pare che il livello degli allenatori dei settori giovanili sia scarso. Piuttosto, penso che oggi i ragazzi abbiano meno rabbia. E poi hanno davanti a sè dei modelli sbagliati. In più esistono regole molto discutibili che impongono agli allenatori di mettere in campo gli Under: finisce che molti vengono buttati nella mischia quando sono troppo acerbi e questo li brucia".
Torniamo al Bari di ieri e di oggi. "Io spero che i galletti di oggi facciano le stesse carriere di quelle dei galletti di allora. La rosa del campionato '96-'97 era imbottita di grandissimi atleti. Eppure, senza quella vittoria nel derby probabilmente avremmo continuato a lottare per non retrocedere. Oggi sono molto ottimista sul finale di campionato del Bari: quando si insegue, e si compie una rimonta del genere, si è avvantaggiati perchè giochi con spensieratezza ed incoscienza".
Del suo rapporto con Fascetti abbiamo detto. E con Vincenzo Matarrese come andava? "É uno che ha dato tanto al Bari...ma ha anche avuto tanto. Mi dispiace però che sia stato così bistrattato dai tifosi. Cosa ricordo di lui? Era molto appassionato, ci teneva a fare bene le cose. La piazza però lo detestava, fino all'ultima partita di quel campionato, contro il Castel di Sangro, allo stadio si sentivano cori contro di lui. Ora mi auguro che il Bari abbia presto un erede ma non è affatto facile nel calcio di oggi trovare soggetti disposti a fare il bene di una squadra e di una città".
Perchè quest'odio dei baresi nei confronti dell'ex proprietà? "Il tifoso barese è molto sofisticato, contesta con facilità e non accetta nulla che vada al di sotto della Serie A. Forse nella testa di alcuni ci sono ancora i gloriosi primi anni '90, quelli di Platt. Io in Puglia ne ho viste di tutti colori, ho ricordi anche poco piacevoli. Non dimentico per esempio un allenamento all'antistadio scortati dalle camionette della polizia. Spesso la tensione era palpabile, non si viveva in tranquillità, molti di noi andavano in confusione. Il tifoso barese è talmente attaccato alla squadra che a volte trascende. Parliamo di una piazza molto calda, come tutte quelle del Sud".
Il Montanari di oggi come se la passa? "Ho iniziato a febbraio ad allenare la Reggiana ma, a dieci giornate dalla fine, il campionato era ormai compromesso. Mi si chiedeva di chiudere la stagione in maniera dignitosa e penso di esserci riusciuto. Il futuro? Mi piacerebbe continuare ad allenare, è l'unica cosa che posso fare: sono nel mondo del calcio ormai da una vita, ma non per questo voglio fare questo mestiere ad ogni costo. É una filosofia che mi porto dietro sin da quando ero calciatore. Ah, dimenticavo: forza Bari".
RIPRODUZIONE (ANCHE PARZIALE) DELL'ESCLUSIVA CONSENTITA, PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE TUTTOBARI.COM
Autore: Diego Fiore / Twitter: @DiegoFiore1
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