In queste ore delicatissime per i galletti, a parlare in esclusiva per i nostri microfoni è proprio uno dei protagonisti della Pro Vercelli, sabato scorso severa castigatrice di una squadra, quella biancorossa, svogliata e senza idee. Parliamo di Manuel Scavone, a Bari nella stagione 2011-2012.
Manuel, diciamo che vi piace vincere facile. "No, non è così, la partita è sembrata a molti osservatori più facile, per noi, di quanto lo sia stata davvero. E invece l'inizio è stato assai combattuto perché il Bari è sceso in campo con la mentalità giusta. Poi il gol è stato uno spartiacque, da lì le cose sono effettivamente cambiate".
Hai fatto la stessa disamina della gara di mister Mangia e capitan Caputo. "Questo è quello che penso. Una volta passati in vantaggio il Bari ci ha lasciato molti spazi e noi ne abbiamo approfittato. L'episodio del rigore li ha fortemente penalizzati. E ci tengo a precisare che s'è anche vista una grande Pro Vercelli, abile a sfruttare le occasioni".
Molti a Bari stanno paragonando la gara di sabato a quel Pro Vercelli-Bari (2-1) del 2013. "Il paragone non sussiste. Il Bari e la Pro Vercelli di oggi sono più forti di allora. Soprattutto la mia squadra oggi è ben altra cosa. Quella per noi fu una stagione molto difficile, terminata con la retrocessione. Ricordo comunque che quel match si disputò a porte chiuse, in un clima surreale".
La retrocessione, dicevi. Seguita però da una promozione e da un inizio di campionato, quello in corso, assai positivo. Qual è il vostro segreto? "Lavoriamo molto e prepariamo le partite con grande scrupolo e impegno: in più il gruppo è molto coeso ed affamato, e i risultati si vedono. Poi c'è da dire che già l'anno scorso avevamo una rosa con tanti giocatori ben al di sopra del livello medio della Lega Pro e che in estate sono arrivati rinforzi importanti".
Una costante negli ultimi anni per voi è Massimiliano Scaglia, ex galletto. Non è più giovane ma sabato ha offerto una prestazione incredibile. "Per noi è un punto di riferimento, ci dà sempre una grande mano. Ha 37 anni ma è ancora un ottimo giocatore".
Tornando al presente del Bari, la piazza è in agitazione: troppo umorale? "Si sa che nel calcio quando le cose non vanno bene tutti finiscono sul banco degli imputati e questo vale anche per Bari. A volte si vince giocando male, a volte si perde giocando bene. Io dico che bisogna giudicare una squadra con equilibrio. In ogni caso ho un ricordo positivo della mia stagione in Puglia".
Eppure hai salutato i colori biancorossi dopo solo un anno. Perché? "Nella vita si fanno delle scelte, è inevitabile, e quella fu la mia scelta di allora. Dico la verità, lasciai il Bari con dispiacere, ma c'erano grossi problemi a livello societario e temevo che il fallimento fosse dietro l'angolo. Quando è arrivata la proposta di una società solida e ambiziosa come la Pro Vercelli non ho saputo dire di no".
Effettivamente sei stato buon profeta: l'As Bari non esiste più. Con Torrente com'erano i rapporti? "Insomma, l'inizio fu strano. Giocavo poco e la cosa un po' mi sorprese. Piano piano però mi son ritagliato i miei spazi e il girone di ritorno fu molto più positivo: il mister ha cominciato davvero ad apprezzare le mie qualità. Ti rivelo una cosa che mi inorgorglisce molto: dopo un po' di tempo Torrente mi propose di seguirlo a Cremona. Ecco, quella chiamata da parte sua è stata per me una grandissima gratificazione".
Tornando al Bari, pensi che si risolleverà in tempi brevi? "Delle questioni inerenti allo spogliatoio non so, è un terreno che non conosco e non mi ci voglio avventurare. Ma torno volentieri a dire una parola che mi piace: equilibrio. Bisogna avere equilibrio nell'analizzare la situazione dei biancorossi: non bisogna esaltarsi dopo una vittoria nè deprimersi troppo dopo una sconfitta. Serve pazienza: per i giocatori non è facile giocare con addosso la pressione dei tifosi. Non ci si può aspettare dai galletti che vincano tutte le partite, anche perchè nessuno qua vince tutte le partite. Non lo può fare nemmeno il Bari, anche se ha un organico forte e una società ambiziosa".
Organico forte quanto, Manuel? "Per me forte a sufficienza per centrare l'obiettivo. Le mie candidate alla promozione sono il Bologna e il Catania, che hanno qualcosa in più rispetto alle altre, e il Bari. Subito dopo metto l'Avellino".
Concordi con chi dice che il livello di questa Serie B è mediocre? "No. Più che altro penso che ci sia grande equilibrio. Tutti possono battere chiunque e nessun risultato è scontato. Questo è uno dei motivi per cui questo campionato sarà divertente. La stagione è ancora lunghissima e non escluso sorprese. Del resto, chi si aspettava l'anno scorso, di questi tempi, che il Bari avrebbe poi disputato i playoff?"
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