Gianlucapagliuca. Chi è nato negli anni '80 e guardava le partite degli Azzurri sognava di essere come lui. Come Gianlucapagliuca, appunto, nome e cognome pronunciati come se fossero una parola sola. Un idolo, ecco cos'era, e ancora oggi tutti ne ricordano i tanti balzi felini a difendere la porta. Della Sampdoria. Dell'Inter. Ma, sopratutto, dell'Italia. Oggi Pagliuca è un commentatore televisivo e noi di Tuttobari lo abbiamo intervistato in esclusiva.

Pagliuca, che idea si è fatto dell'Italia di Prandelli? L'impressione è che la squadra sia peggiorata di partita in partita: benissimo con la Spagna, così e così con la Croazia, piuttosto male con l'Irlanda..."A me sin qui è piaciuta. Ovviamente ci sono margini di miglioramento, però non dimentichiamo che a pochi minuti dalla fine della partita di ieri eravamo primi nel girone. Insomma, per me il bilancio è sin qui positivo".

E dei singoli? Chi le è piaciuto di più e di meno sin qui? "Beh, Cassano e Balotelli han fatto dei bellissimi goal ieri. Contro l'Irlanda ho visto sottotono Pirlo e Thiago Motta, mentre mi sono piaciuti molto Balzaretti, Barzagli e Marchisio".

Prima dell'Europeo c'era un certo scetticismo. Ora dove possiamo arrivare? "Io sono sempre stato ottimista. Ora credo che possiamo arrivare tra le prime quattro: ecco, sarebbe meglio evitare la Francia ai quarti, Inghilterra e Ucraina credo siano avversari meno ostici. Vedremo stasera".

Lei è stato un grande portiere dell'Italia. Ora c'è Buffon, ma chi ne raccoglierà l'eredità? "Beh, c'è Sirigu che a Parigi ha fatto una bella stagione, e poi ci sono Viviano e Agazzi. Credo che l'erede di Buffon sarà uno di questi tre".

E dei portieri delle altre Nazionali visti sin qui all'Europeo chi l'ha impressionata di più? "Le conferme, quelli chi se si sapeva già che fossero i migliori. Casillas, per esempio, Buffon, ma anche Cech, che al di là dell'errore marchiano contro la Russia, credo condizionato dal caschetto, ha fatto ottimi interventi e viene poi da un'ottima stagione con il Chelsea. Quello che però ha forse maggiori margini di miglioramento è Neuer della Germania".

Tornando all'Italia di oggi, è questa una squadra più debole dell'Italia in cui lei ha giocato? "Mah, non direi. Quella di oggi è una squadra comunque con bravi giocatori, buone individualità...ovviamente questo non basta per vincere una competizione. Per quello, come si sa, serve essere in forma al momento giusto".

Lei, per una serie di cose, non ha mai partecipato a un Europeo. É questo un rammarico per lei? "No, ho avuto una bella carriera, ho partecipato a tre mondiali, e a un' Olimpiade....nel '92 non ci qualificammo, nel '96 purtroppo Sacchi non mi convocò, fece altre scelte, ma paradossalmente quell'esclusione mi aprì la strada delle Olimpiadi...quindi no, non ho rimorsi".

Le manca il calcio? "No. Ho giocato fino a 41 anni, mi sono tolto tante soddisfazioni...poi, vabbè, è la natura che ti obbliga a ritirarti (ride).."

E adesso? Cosa c'è nel suo futuro? "Ho preso tutti i patentini di allenatore. Se una società seria mi chiamasse, bene, altrimenti poco male, continuerò a fare il commentatore".

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Sezione: Esclusive / Data: Mar 19 giugno 2012 alle 19:30
Autore: Diego Fiore
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