Spesso capita che nel settore giovanile del Bari i talenti non nascano all’interno ma vengano portati dall’occhio vigile di un pool di osservatori che tiene sotto controllo i vivai di tutta Italia. È proprio grazie ad una circostanza analoga che la Primavera biancorossa può oggi fregiarsi dell’abilità di un ottimo centrocampista come Antonino Di Leva. Il centrocampista, classe 1991 e nativo di Sorrento, viene fuori dall’omonima società con cui fa tutta la trafila sino agli Allievi, poi la Sampdoria, quattro anni or sono, lo acquista e ne fa maturare le doti sino alla massima espressione del proprio settore giovanile. Dopo, per una serie di circostanze, l’astro campano lascia i blucerchiati e approda in biancorosso nella scorsa estate.

Tuttobari.com, nel suo viaggio alla scoperta della Primavera barese, ha raggiunto in esclusiva il giovane trequartista, come ama lui definirsi, per chiedergli un po’ le sue impressioni sulla nuova squadra, i suoi sogni e le sue ambizioni ed ecco cosa ci ha risposto.

Ciao Antonino, qui a Bari sono in molti a scommettere sul tuo talento, ma nello specifico chi ti ha voluto in casacca biancorossa?
Sinceramente chi mi ha voluto qua non te lo so dire. A gennaio dello scorso anno ebbi dei problemi con la Sampdoria, proprietaria del mio cartellino, e fui messo fuori rosa. Poi uscì l’ipotesi Parma, ma il mio procuratore e il direttore sportivo emiliano non si accordarono, dopo di ché saltò fuori il Bari ed io accettai subito con gioia”.

E quindi come ti trovi a Bari, per quanto riguarda l’ambiente, i compagni…
Mi sono trovato subito bene. È una società tranquilla in cui si può lavorare davvero bene. Coi compagni ho un buonissimo rapporto, col mister Maiellaro è ottimo ed è la cosa principale”.

Coi tuoi compagni ti frequenti anche al di fuori del campo?
Si, soprattutto col mio compagno di stanza Mastroianni. Con lui in special modo ho un ottimo rapporto e stiamo sempre insieme”.

Finiti gli allenamenti che fai per il resto della giornata?
Dunque Io scorso anno mi sono diplomato e quindi ho finito gli studi. Nel tempo libero ascolto musica, gioco alla play station e soprattutto sto cercando di prendere la patente!

Illustra un po’ ai nostri lettori che tipo di centrocampista sei.
Qui a Bari nel 4-4-2 ho giocato esterno sia a destra che a sinistra; però come modulo preferisco il 4-3-1-2 giostrando nella posizione di trequartista perché mi piace giocare dietro le punte”.

C’è quindi un modello cui ti ispiri nel tuo ruolo?
Il mio giocatore preferito era Nedved. Ora però mi piace molto Cassano, anche se lui è più offensivo rispetto a me”.

Tornando a parlare del Bari, ma in questo caso di Prima squadra, hai avuto qualche contatto?
Bhé prima della trasferta di Catania ero fra gli otto aggregati dalla Primavera. Poi, da quando hanno avuto problemi d’organico, mi sono allenato ancora con loro”.

Qualche aneddoto con i tuoi compagni “maggiori”?
Ma… Sono tutti ragazzi socievoli, umili e che ti mettono subito a tuo agio. In particolare non ho legato con nessuno visto che è da poco che sono lì”.

La sconfitta di sabato ha un po’ compromesso il vostro cammino in campionato?
No perché il campionato è lungo e c’è ancora tutto un girone di ritorno da fare. Basterebbero due-tre partite in positivo per cambiare tutto. Ora non facciamo drammi perché l’obiettivo di approdare alle finali nazionali è sicuramente alla nostra portata”.

La squadra più forte che avete incontrato qual ‘è secondo te?
La Lazio e la Roma mi sono sembrate un gradino più su, poi tutte le altre siamo allo stesso livello”.

Guardando i tuoi compagni, vedi già qualcuno pronto per un’esperienza importante?
A me piace molto il nostro capitano Monopoli e poi c’è anche Grandolfo che è molto interessante. Con un altro anno di Primavera in più sulle spalle, poi, anche D’Amore e Cascione possono puntare a traguardi importante. Sicuramente loro mi hanno impressionato, ma abbiamo un gruppo che è comunque solido e di ottimo livello”.

L’esordio in A quando e con che maglia lo sogni?
Speriamo che sia quest’anno con la maglia del Bari!”.

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Sezione: Esclusive / Data: Gio 20 gennaio 2011 alle 12:00
Autore: Renato Chieppa
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