Nell'incontro organizzato dall' associazione "L' Altra Città", il direttore generale Garzelli ha spiegato più volte che l'obiettivo della società dell' As Bari Calcio è quello di crescere, raggiungendo gli standard imposti dall' Uefa, e che sia adeguata per una piazza calcistica importante, come quella barese (clicca qui per leggere l'articolo)

Al termine di tale incontro, la redazione di TuttoBari.com ha intervistato in esclusiva il diggì del galletto, per "interrogarlo" su due settori importanti per una società di calcio, ovvero marketing e comunicazione e settore giovanile.

Direttore, uno degli aspetti su cui il Bari pecca è il marketing. Altre società che hanno un bacino di utenza molto simile a quello del Bari, hanno una rete adeguata al caso. Ci sono dei progetti in cantiere a tal riguardo? "E' chiaro che la società risente di un periodo, di alcuni anni, di rapporti precari con il contesto nel quale ha lavorato. Per cui non sono i due anni che possono cambiare la progettualità. Noi stiamo lavorando intanto sull'ospitalità dello stadio e sul suo miglioramento. Abbiamo migliorato il rapporto con una società specializzata, che dovrebbe permettere di crescerci più rapidamente rispetto al solito. Certe cose dovevano essere già costruite, ma, per i motivi che ho detto prima, non sono state fatte. Quindi dovrebbe essere un po' più facile. Avere vicino a noi una società specializzata che ci aiuti a crescere, probabilmente ci permetterà di accelerare, per colmare questo gap, che ,sono convinto, sia effettivamente esistente. Per quanto riguarda, invece, il sito internet stiamo lavorando per migliorare molto questa cosa. Ci vuole un po' di tempo per sistemare il tutto"

Una recente classifica pubblicata da un settimanale, ha riportato il Bari come penultimo club di A per investimenti per il settore giovanile. Mercoledì è arrivata l'eliminazione della squadra Primavera allenata da Maiellaro in Coppa Italia. Quando potremmo rivedere un Bari simile a quello di Sciannimanico, che ha vinto, un po' di tempo fa, il campionato di categoria? "A me non interessa il risultato sportivo delle squadre giovanili, quanto invece la crescita e la formazione dei nostri giovani giocatori. Ho spiegato già sul giornale che quella classifica degli investimenti non era realistica, perchè non teneva conto di un meccanismo di contabilizzazione dei costi, che noi sosteniamo per il settore giovanile e che non vengono capitalizzati, ma che la nostra società comunque sostiene. Noi siamo abbondantemente a un livello superiore di investimenti, che ci porta ad essere una società che investe in modo adeguato alle richieste delle licenze (licenza Uefa, ndr)."

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Sezione: Esclusive / Data: Ven 26 novembre 2010 alle 12:00
Autore: Gaetano Nacci
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