Qualcuno se l’era dimenticato, soprattutto a Bari e nel torneo cadetto, ma Ivan Rajcic è sempre stato lì pronto a cogliere una buona opportunità per tornare a far parlare di sé in positivo. Ad agosto Barletta lo ha cercato e lui ha accettato ben volentieri di andare in Lega Pro pur di trovare spazio e giocare. Ovviamente un centrocampista del suo calibro è tutto di guadagnato in una categoria del genere che mette in evidenza senza parsimonia le giocate di chi ha calcato per tani anni categorie superiori. Non si è quindi allontanato tanto dalla sua Bari che lo aveva accolto per ben quattro anni e in cui il giocatore di Spalato aveva collezionato ben 81 presenze.
Anni però più meno bui, quelli della sua permanenza in biancorosso, in cui salvarsi o raggiungere mediocri centro classifica in serie B era ciò che passava il convento alla società di via Torrebella. Poi l’essere messo fuori rosa, cosa che non fa piacere a nessun giocatore, è stato il segnale plausibile che cambiar aria sarebbe stata la cosa migliore. A Barletta il centrale classe 1981 ha trovato la sua dimensione con una società ambiziosa che ha voglia di tornare ai fasti di un tempo grazie alle aspirazioni del presidente Roberto Tatò.
Tuttobari.com ha intervistato in esclusiva l’ex giocatore del Bari per parlare della sua esperienza barlettana, ma anche per ricordare i suoi anni col galletto.
Torniamo, anzi partiamo dalla gara col Siracusa. Quanto pesa questa vittoria per il raggiungimento della salvezza?
“Per noi pesa tanto, soprattutto per il morale. Già la vittoria col Foggia ci ha dato convinzione dei nostri mezzi. Siamo contenti perché le prestazioni ci sono sempre state, ma ora sono anche seguiti dai risultati”.
A nove giornate dal termine c’è molta bagarre in zona salvezza. Chi ti preoccupa maggiormente fra le dirette concorrenti?
“Personalmente mi fanno paura tutte e nessuno. La squadra sta crescendo giorno dopo giorno e penso che abbiamo tutte le qualità per poterci tirare fuori dalla zona playout e centrare la salvezza diretta”.
È quindi con questo spirito che puntate, ovviamente, ad un bel risultato domani contro la Cavese?
“Senz’altro. Ci siamo preparati bene a questa gara, anche grazie alla sosta, e punteremo a non perdere domani. Dovremo essere bravi a sfruttare le occasioni che loro ci lasceranno e magari chissà…”.
Cos è cambiato dalla guida con mister Sciannimanico a quell’attuale con Cari?
“Per un giocatore è sempre difficile, anche se sei dentro la situazione, poter capire cosa va e cosa non va. Posso dire che attualmente la squadra si esprime ad ottimi livelli”.
Toglici ora una curiosità a livello personale. Come mai un giocatore come te che vanta tanta serie B è sceso in Prima Divisione?
“Dopo l’esperienza col Bari, gli infortuni che mi hanno assillato, il fatto che non giocavo ed ora fuori rosa ti mettono un po’ ai margini e le squadre ti cercano meno. Così sono sceso di categoria pur di giocare”.
A giugno scade il tuo contratto col Bari. Che cosa farai dopo? Rimanere a Barletta, in caso di salvezza, è nei tuoi piani?
“A Barletta mi trovo benissimo. La società è ambiziosa ed è organizzata ottimamente. Qui c’è voglia di migliorarsi, di vincere e di far bene. Personalmente rimarrei ben volentieri qui”.
Dal 2005 al 2009 a Bari. Cosa ha significato per te quell’esperienza?
“Mi dispiace aver passato a Bari anni un po’ meno fortunati degli ultimi. Essere andato via è stato un peccato perché mi trovavo bene e c’era gente che mi voleva bene e mi rispettava. Poi non essere ben visto da chi è arrivato dopo ha portato alla mia partenza".
Col Bari ormai virtualmente in B ci potrebbe essere ancora uno spiraglio per Ivan Rajcic?
“Il mio futuro è un gran punto interrogativo. A Bari ho passato anni bellissimi ma credo che quando una società volta pagina nei confronti di un giocatore non ci siano più possibilità. Nella vita non si mai, però adesso sono a Barletta e penso a far bene qui per raggiungere la salvezza”.
RIPRODUZIONE DELL'INTERVISTA (ANCHE PARZIALE) CONSENTITA, PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.TUTTOBARI.COM
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