Dopo l'addio al Bari, Giuseppe Sibilli in una recente intervista a gianlucadimarzio.com, è tornato a parlare del legame con la piazza, oltre che della burrascosa separazione di questa estate: "Ho sentito l’affetto della città di Bari anche durante la squalifica. Non sono stato insultato, anzi: mi hanno supportato. Ho dato priorità al Bari, sempre, ho fatto anche tutto il ritiro con la squadra. Non ho chiesto soldi in più, ma con la retrocessione andavano messe a posto delle cose sul contratto. Poi non abbiamo trovato l'accordo. Non mi è piaciuto il 'teatrino' che si è creato quando ci siamo lasciati, al quale probabilmente ho contribuito anch’io, ma non da solo. Non voglio entrare nei dettagli, ma ho avuto le mie ragioni. Da quando non sono stato convocato contro il Casarano (sfida di Coppa Italia del 5 giugno 2026, ndr) è iniziata una telenovela che, sia per il Bari sia per i suoi tifosi, poteva essere gestita diversamente".

La squalifica e l'aneddoto... "In quel periodo ho avuto Fabio Caserta come allenatore, mi ha aiutato tanto. Io ho sbagliato, ho commesso un errore. Ma credo che, quando ti comporti bene e fai le cose a modo, metti tutto a posto. Mio figlio era al primo anno di vita: mi sono dedicato a fare il padre. Ho fatto anche dei percorsi con il terapeuta. Mi reputo fortunato: ho 30 anni, posso giocare ancora per anni".

Sezione: Gli ex / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 13:30
Autore: Giorgia Leovino
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