Ottanta giorni senza vittorie. È questo il dato che fotografa meglio il momento complicato del Bari, sempre più invischiato nelle zone basse della classifica e oggi penultimo, con risultati che continuano a non arrivare. Un digiuno lungo, pesante, che pesa sulle gambe e sulla testa di una squadra in evidente difficoltà.

L’ultima volta che i biancorossi hanno assaporato la gioia dei tre punti risale al 2 novembre scorso, quando al San Nicola arrivò il Cesena dell’ex tecnico Michele Mignani. Una gara tesa e combattuta, decisa da un episodio: il gol di Christian Gytkjær, che firmò l’1-0 finale regalando al Bari una vittoria che, col senno di poi, resta l’ultima luce in un periodo diventato sempre più buio.

Da quel successo in poi il Bari si è fermato. Il cammino successivo racconta di dieci partite senza vittorie, con un bilancio di cinque pareggi e cinque sconfitte. Numeri che hanno fatto scivolare i biancorossi sempre più giù in classifica, alimentando preoccupazioni e interrogativi su una stagione che sta prendendo una piega delicata.

Ora il calendario, come previsto dal girone di ritorno, riporta il Bari di fronte al Cesena. Una sfida che riaccende inevitabilmente il ricordo dell’ultima vittoria biancorossa e che assume un peso specifico ancora maggiore alla luce della situazione attuale. Proprio contro la squadra di Mignani, il Bari è chiamato a interrompere un digiuno che dura ormai da 80 giorni.

A rendere il tutto ancora più significativo potrebbe essere il ritorno di Longo, che rappresenterebbe un’arma in più per ridare equilibrio e fiducia a un gruppo che ne ha urgente bisogno. Il Bari sa di non poter più sbagliare: servono punti, serve una reazione, serve tornare a vincere. Contro il Cesena, dunque, non solo una partita di campionato, ma una tappa fondamentale per provare a cambiare il volto di una stagione finora avara di soddisfazioni.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 14:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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