Cambiare, ripartire, partire forte. Era questa la promessa fatta dal Bari all’inizio della stagione. Un nuovo corso, almeno nelle intenzioni, costruito sulla voglia di lasciarsi alle spalle le delusioni del passato e di dare subito un segnale importante. E le prime due vittorie, contro Casarano in Coppa Italia e Cavese all’esordio in campionato, sembravano andare proprio in quella direzione. Due successi che avevano lasciato pensare che qualcosa fosse davvero cambiato.

Ma forse era ancora troppo presto per crederci. Il ko di Barletta ha infatti riportato il Bari con i piedi per terra e, soprattutto, ha riacceso quei dubbi che le vittorie di inizio stagione sembravano aver momentaneamente spazzato via. Perché vincere aiuta, spesso nasconde i problemi e permette di guardare tutto con maggiore ottimismo. Ma quando arriva una sconfitta come quella del Puttilli, le certezze possono tornare rapidamente a essere interrogativi.

Casarano e Cavese, allora, rischiano di essere state soltanto fumo negli occhi. Non per il risultato, naturalmente, perché due vittorie restano due vittorie. Ma perché quei successi avevano contribuito a costruire l’idea di un Bari finalmente pronto a cambiare marcia, salvo poi ritrovarsi a fare i conti con una prestazione che ha riportato in superficie vecchie fragilità.

È questo il vero campanello d’allarme. Non una sconfitta in sé, perché siamo soltanto all’inizio della stagione e sarebbe prematuro trasformare il ko di Barletta in una sentenza. Il problema è il modo in cui è arrivata e ciò che ha lasciato dietro di sé: dubbi, interrogativi e la sensazione che il Bari debba ancora dimostrare di essere davvero quella squadra diversa promessa in estate.

Perché il cambiamento non può essere soltanto dichiarato. Deve essere riconoscibile sul campo, soprattutto quando le cose si complicano. È facile parlare di ripartenza dopo una vittoria, molto più difficile confermare quelle parole alla prima vera difficoltà. Ed è proprio a Barletta che il Bari ha fallito il primo esame importante della nuova stagione.

Adesso toccherà alla squadra dimostrare che si è trattato soltanto di un incidente di percorso e che le vittorie contro Casarano e Cavese non erano un’anticipazione illusoria di ciò che sarebbe dovuto essere. Perché se quelle promesse erano state fatte per convincere l’ambiente che il passato fosse ormai alle spalle, il campo dovrà presto dare delle risposte.

Il Bari ha parlato di cambiamento e di ripartenza. Ha promesso di partire forte. Le prime due vittorie sembravano aver dato sostanza alle parole. Poi è arrivato Barletta, e con lui la prima crepa. Ora bisognerà capire se si tratta soltanto di una battuta d’arresto oppure se, dietro quelle promesse, c’era davvero qualcosa di concreto. Perché il rischio, oggi, è che quelle parole pronunciate a inizio stagione siano già diventate soltanto aria fritta.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 09:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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