Nel proseguo dell'intervista ai nostri microfoni, Gigi Cagni ha sottolineato tutto il proprio scoraggiamento verso la netta involuzione del livello dei massimi campionati italiani: "La Serie B come la Serie A è calata di livello. Mi sta però sorprendendo in positivo il Catanzaro, che tra l'altro ho allenato. Però io guardo poco sia la Serie A che la B perché mi annoiano. Spero che in Federazione capiscano l'errore e facciano le scelte giuste. Ci sono comunque allenatori che stimo, come ad esempio Stroppa che ha vinto tanti campionati in Serie B ed ora a Venezia è capolista. Se uno vince vuol dire che è bravo, non è un caso".

Ed ancora una lucida considerazione sulle lobby dei procuratori"Senza procuratori non si può allenare. Io faccio fatica a pensare che oggi già a 12-13 anni i ragazzi siano gestiti dai procuratori. Io ho vissuto questo sulla mia pelle. Ho fatto un'impresa 8 anni fa a Brescia e dopo non ho ricevuto nemmeno una chiamata. Questi non è più il mio ambiente. Senza procuratore non lavori. Oggi non c'è più la meritocrazia, infatti il Paese non sta funzionando benissimo. Questo vale in tutti gli ambiti. Il calcio di oggi non mi appartiene più, non ha più quei valori che mi hanno portato a lavorare per 50 anni in questo mondo. In Nazionale oggi abbiamo bisogno di gente esperta, io metterei ad allenare Ranieri o Capello. Serve una persona di grandissima personalità ed esperienza. Bisogna ripartire dalle basi per avviare la ricostruzione". 

Negli ultimi giorni Cagni si è reso protagonista di una discussione social con Lele Adani, suo giocatore ai tempi dell'Empoli, che lo ha accusato di appartenere ad un'idea di calcio troppo passata e conservatrice dalla quale derivano poi le sconfitte della Nazionale: "Ad Adani non rispondo più. La differenza tra me e chi parla in questi termini sono i numeri. Io ho giocato 20 anni e in 30 anni da allenatore ho vinto tre campionati e sono andato in Coppa UEFA con l'Empoli. Adani e chi la pensa come lui non può influenzare nessuno". 

Tra 30 anni la figura di Gigi Cagni sarà ricordata soprattutto per i sani principi morali che non ha mai tradito, in particolare nella sua amata Genova: "Io ho allenato sia la Sampdoria che il Genoa. Eppure nessun tifoso di una squadra o dell'altra mi ha mai offeso. Tutti hanno apprezzato la mia onestà. Mi inorgoglisce Il fatto che io sia visto come una persona corretta, questo è sempre stato il mio obiettivo primario". 

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Sezione: Esclusive / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Cesare De Pasquale
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