La notizia più importante relativa alla partita vinta dal Bari contro la Feralpisalò viene anzitutto dal risultato: il secondo successo di fila permette alla formazione biancorossa di mantenere inalterato il distacco sulla zona playout e di avvicinarsi in maniera importante ai playoff (che ora distano solo un punto). Se, come ha ricordato Iachini nella conferenza stampa tenuta prima della gara, fino a un paio di settimane fa sembrava difficile guardare al futuro con ottimismo e l'incubo retrocessione aleggiava in maniera inquietante sullo spogliatoio dei galletti, si può dire che almeno un primo traguardo sia stato centrato.

Dal punto di vista della prestazione, però, i passi avanti da compiere restano ancora molti. L'avvio della gara era stato sotto il segno dell'aggressività: il Bari ha provato ad attaccare costantemente gli avversari, lottando sulle seconde palle e vincendo molti contrasti. Un tale atteggiamento è stato accolto con grande positività dall'intera tifoseria, che nei primi venti minuti ha applaudito più volte la grinta mostrata in campo dagli uomini di Iachini. Nonostante una buona partenza, però, la formazione biancorossa non è stata in grado di trovare continuità nell'arco del primo tempo.

Dopo i primi quindici minuti, infatti, i ritmi di gioco si sono notevolmente abbassati. Il Bari ha faticato a tenere bene il campo e ha smesso di essere pericoloso, chiudendo la frazione con zero tiri in porta. A colpire è stata soprattutto l'imprecisione di molti singoli: Maita ha concluso la frazione sbagliando quasi un passaggio su tre, mentre Sibilli Menez hanno fatto solo leggermente meglio. Edjouma è stato particolarmente d'aiuto nell'interdizione, ma anche lui ha offerto un contributo non eccelso in fase offensiva.

Cosa ha permesso al Bari di svoltare la gara e portarla a casa nella ripresa? Da un lato, sicuramente, hanno pesato gli episodi: il calcio di rigore realizzato da Sibilli, del resto, è nato su un tiro dalla distanza non certo pericolosissimo, deviato di mano da Di Molfetta. Dall'altro l'inserimento di Kallon ha dato maggiore vivacità e imprevedibilità all'attacco, con la squadra che ha alzato un po' di più il baricentro. L'aspetto più importante, però, sta nel fatto che soprattutto nella difficoltà si sia vista quella formazione figlia del suo allenatore che Iachini aveva chiesto alla vigilia, con fame, unità e voglia di lottare. Più che dagli aspetti tattici, è da qui che serve ripartire.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 18 febbraio 2024 alle 22:00
Autore: Raffaele Digirolamo
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