A volte una stagione cambia in pochi giorni. Non con un capolavoro tecnico o con una rivoluzione tattica clamorosa, ma con qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più difficile da costruire: l’anima. È quello che sembra essere accaduto al Bari nelle ultime due partite. Prima il successo in casa della Sampdoria, poi quello sofferto ma pesantissimo al San Nicola contro l’Empoli. Due vittorie consecutive che, oltre ai punti, restituiscono soprattutto una squadra.

Fino a dieci giorni fa il Bari sembrava una formazione smarrita. Una squadra senza identità, incapace di reagire alle difficoltà e quasi rassegnata a scivolare verso il fondo della classifica. L’ambiente era pesante, la fiducia ai minimi termini e il San Nicola, invece di essere un rifugio, sembrava diventato un peso. Poi qualcosa è cambiato. E il filo che unisce queste due vittorie porta inevitabilmente alla panchina, a Moreno Longo.

L’allenatore piemontese non ha fatto magie. Non ha trasformato improvvisamente il Bari in una macchina perfetta. Contro l’Empoli, anzi, la squadra ha sofferto a lungo: primi minuti complicati, difesa in affanno, persino un pareggio subito nel finale di primo tempo che poteva gelare lo stadio dopo il vantaggio di Rao. Ma la differenza è stata proprio lì: nella reazione.

Il Bari non si è sciolto. Ha ricominciato a giocare, a pressare, a crederci. Nella ripresa ha alzato il ritmo, ha cercato la porta con più convinzione e alla fine ha trovato il gol decisivo con Maggiore, premiando una spinta continua. E quando nel finale l’Empoli ha provato l’assalto, è arrivata anche la parata decisiva di Cerofolini su Ilie a blindare il risultato. Non è stata una vittoria elegante. Ma è stata una vittoria vera. Di quelle che raccontano molto di più del tabellino.

La sensazione è che Longo stia riuscendo nel compito più delicato: ricostruire il morale di una squadra che aveva perso fiducia. Nelle ultime due gare il Bari ha mostrato qualcosa che per settimane era mancato: spirito, solidarietà, capacità di soffrire insieme. Non solo gioco, ma carattere.

Due vittorie consecutive non risolvono una stagione, ma cambiano il clima. Il Bari ha sfatato prima il tabù della vittoria in trasferta e poi quello del San Nicola. Piccoli muri che cadevano uno dopo l’altro e che raccontavano quanto fosse fragile la squadra fino a poco tempo fa.

Adesso la classifica resta complicata e nessuno può permettersi di abbassare la guardia. Ma c’è una sensazione nuova che si respira attorno ai biancorossi: quella di una squadra viva. Ed è forse questo il merito più grande di Longo. Aver preso un gruppo che sembrava smarrito e avergli restituito una cosa fondamentale nel calcio: la voglia di lottare.

La trasferta di Pescara dirà molto sul futuro immediato. Ma per la prima volta dopo settimane il Bari non sembra più una squadra in balia degli eventi. Sembra una squadra che ha ricominciato a credere in se stessa. E, in certe stagioni, è proprio da qui che nascono le salvezze più inattese.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 05 marzo 2026 alle 10:00
Autore: Antonio Testini
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