Anche quel poco tasso tecnico presente in alcuni calciatori del Bari è naufragato in un mare di mediocrità collettiva. Un mal comune che ha risucchiato anche quegli elementi dai piedi buoni capaci, almeno sulla carta, di cambiare l'inerzia di una partita con una giocata d'alta scuola. L'unico che sembra conservare ancora un briciolo di vitalità agonistica è Rao: l'esterno è l'unico profilo che riesce ancora ad accendersi da solo attraverso strappi individuali, purtroppo non sempre costanti nell'arco dei novanta minuti e spesso troppo isolato per fare davvero male.

Paradossale invece il declino di uomini d'ordine come Braunoder e Verreth: quest'ultimo in particolare è venuto meno nel giro dei titolari proprio nella seconda parte di stagione, perdendo quella centralità tattica che sembrava indiscutibile nei mesi autunnali e finendo per appiattirsi sul ritmo compassato dei compagni.

Chi preoccupa maggiormente per l'atteggiamento svagato è però Dorval: il suo contributo tecnico era considerato fondamentale per garantire la spinta sulle fasce, invece ultimamente appare pericolosamente passivo e si limita a guardare gli avversari saltarlo, specialmente in una fase difensiva dove la sua attenzione è calata drasticamente.

L'elenco degli "scomparsi" si allunga inevitabilmente con i nomi di Cavuoti e Traoré: il primo è letteralmente sparito dal radar dei titolari dopo un avvio che faceva sperare in ben altra continuità, mentre il secondo continua a vagare per il campo senza mai tradurre la sua fisicità in qualcosa di concreto per la manovra. La paura di sbagliare ha spento la luce dell'estro creativo, lasciando la squadra in un buio tecnico, che rende ogni azione prevedibile e priva di quel coraggio necessario per uscire dall'angolo.

Sezione: News / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 11:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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