Penultima giornata, novanta minuti ad alta, altissima tensione. Il Bari arriva a Bari-Virtus Entella con l’acqua alla gola e un margine di errore ridotto a zero, dentro un turno che si giocherà tutto in contemporanea alle 15 e che può riscrivere, in un pomeriggio, gli equilibri della corsa salvezza.

La fotografia della classifica è spietata e non lascia spazio a interpretazioni: l’Entella è quindicesima a quota 39, con l’obiettivo di chiudere i conti e garantirsi la permanenza senza passare dai playout. Subito sotto, in zona playout Empoli e Pescara restano in scia, mentre il Bari è fermo da tre partite a 34 punti, in piena zona retrocessione a pari punti con la Reggiana e con lo Spezia poco più giù. Un blocco compatto, in cui basterà un episodio per cambiare tutto, ma in cui per i biancorossi il tempo delle occasioni è finito.

I numeri, ancora una volta, raccontano molto più delle parole e sono durissimi. Il Bari si presenta con il peggior attacco del campionato: 33 gol in 36 partite, meno di una rete a gara, e un dato che pesa ancora di più se si guarda al presente, con tre partite consecutive senza segnare. L’ultimo squillo di un attaccante, di Moncini, risale a inizio aprile: da allora, il vuoto. Non va molto meglio all’Entella, ferma a una sola rete in più, segnale di una sfida che rischia di giocarsi sul filo, più su chi sbaglierà meno che su chi costruirà di più.

Se davanti si fatica, dietro il quadro non migliora. Quella del Bari è ancora una volta la difesa più battuta del torneo, con 58 gol subiti e una media di 1,6 a partita. Un dato aggravato dal recente rendimento: 11 reti incassate nelle ultime cinque gare. L’Entella, invece, pur senza numeri eccezionali, ha mostrato una tenuta decisamente più solida, con dieci gol in meno al passivo: un dettaglio che, in una gara probabilmente bloccata, potrebbe indirizzare tutto.

A fare da cornice, però, c’è un San Nicola che non sarà caldo e accogliente come si vedeva nelle scorse stagioni, anzi. La contestazione, mostrata nella notte di ieri con striscioni fuori allo stadio, accompagna la squadra anche in questa vigilia, trasformando il famoso “fattore casa” in un’incognita: spinta o pressione, energia o peso. Molto dipenderà da come il Bari riuscirà a stare dentro la partita nei momenti critici.

E poi il silenzio da parte dell’allenatore. Anche questa volta la vigilia è stata atipica. Longo ha scelto nuovamente il silenzio, rinunciando alla conferenza stampa come già accaduto prima della sfida di Avellino. Con l’unica differenza che, almeno i convocati, sono stati ufficializzati nella giornata di ieri. Un segnale che continua ad aggiungere tensione a un contesto già carico, lasciando che sia il campo a parlare per tutti.

Dentro la gara, come quasi sempre accade, si intrecciano anche storie che riportano indietro nel tempo. Tra gli ex c’è Benedetti, nome che a Bari evoca ricordi precisi, e che, in questo momento, fanno ancora più male: impossibile dimenticare il gol nella semifinale playoff contro il Südtirol, una giocata di peso specifico altissimo che, in inferiorità numerica, spalancò ai biancorossi la porta della finale. Tempi che i tifosi biancorossi ricordano con rammarico. 

Cuore contro nervi, paura contro necessità. Bari-Virtus Entella è una partita che con tutta probabilità non offrirà spettacolo, ma che dirà molto su chi saprà reggere la pressione. Per i biancorossi non è più il momento dei calcoli: serve una vittoria, e serve subito. Perché questa volta, davvero, alla penultima giornata, sbagliare vorrebbe dire mettere un piede nella Serie C. E, dovesse il Bari perdere e il Pescara vincere, ne metterebbe due.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 01 maggio 2026 alle 09:00
Autore: Martina Michea
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