Al di là di come terminerà questo campionato, è chiaro che il Bari abbia intrapreso una lenta discesa verso quanto più di diverso dall'ambizione sportiva. Le contestazioni del tifo e le constatazioni numeriche non lasciano scampo ad una realtà che, ormai, ha solo il nome del paese di riferimento, ma sembra ampiamente priva di degni rappresentanti, in campo e fuori. 

Proprio i dati successivi al fatidico 11 giugno 2023, quando il Cagliari strappò la promozione in A grazie a Pavoletti, fotografano le difficoltà di riemergere ed imporsi nella cadetteria: 27 vittorie, 46 pareggi e 43 sconfitte, con 113 gol fatti e 152 subiti. Oltre 79 giocatori utilizzati da 7 allenatori diversi (Mignani, Marino, Iachini, Giampaolo, Longo, Caserta, Vivarini) ed 8 gestioni tecniche differenti, dato il ritorno di Longo nel gennaio scorso. Nel 25/26, il paragone con le altre compagini è imbarazzante: 8 vittorie (meno solo il Pescara), 10 pareggi e 18 sconfitte (di più solo lo Spezia). 33 reti, peggior attacco del campionato, e 58 subite (8 in meno del Pescara). 

Poco da aggiungere, se non la speranza di vedere un cambio di rotta, sebbene il rischio di sprofondare ulteriormente nel baratro ci sia. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 13:00
Autore: Piervito Perta
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