In questo finale di stagione quello che stupisce più del Bari, ma neanche più di tanto, è la completa incapacità di mostrare un minimo di orgoglio, amor proprio e di attaccamento verso questa maglia, che è stata, un tempo, tanto nobile e ammirata. Tralasciando le scarsissime capacità tecniche, e su quello si può fare ben poco, quello che salta all'occhio è la pochissima voglia di lottare di questa squadra. Complici anche gli innumerevoli prestiti e i tantissimi giocatori sfiduciati, il Bari ha giocato praticamente metà campionato con 14-15 elementi arruolabili. E quello che fa storcere il naso ai tifosi è proprio la poca verve, soprattutto guardando le prestazioni gagliarde delle avversarie. La storia del calcio è ricca di esempi di squadra povere tecnicamente ma che, con la forza del gruppo e con la grinta, sono riuscite a sopperire certe mancanze. Il Bari non ha mai davvero provato a svoltare la sua stagione e sta scendendo lentamente in serie C, meritatamente e senza sussulti.

Grazie al cammino piuttosto lento degli avversari i galletti hanno ancora una minima chance di agganciare i playout ma tutto dipenderà dalla gara con l'Entella. Il problema è che si sarebbe dovuti arrivare a questo cruciale match con tutt'altre premesse: una vittoria ad Avellino magari, i prezzi dei biglietti scontati, una dichiarazione forte dell'allenatore o del ds, una tifoseria giustamente infervorata per la partita più importante della stagione. Nulla di tutto questo, invece. Complici cinque sconfitte nelle ultime sei, numeri da ultimo posto, una società praticamente assente (e che parla una volta all'anno), il Bari, nell'indifferenza generale, sta sprofondando in un abisso molto pericoloso.

La folle scelta estiva di Magalini di rivoluzionare tutto ha condizionato, in maniera inevitabile, l'annata. Il Vivarini-bis ha completamente demolito le certezze di una squadra già alla sbando. Longo ha provato ad aggiustare qualcosa che ormai era, insanabilmente, rotto. I vecchi dissapori con alcuni (vedasi Pucino) e le inspiegabili scelte tattiche delle ultime partite fanno finire anche l'ex Como tra i responsabili di questa (molto probabile) retrocessione. Allenatore che da ormai da due partite, su ordine societario o chissà che altro, si è rintanato nel silenzio come nel finale della scorsa annata.

Che dire di alcuni giocatori, al limite del vergognoso. Pagano, Gytkjaer, Cuni, Nikolaou e tanti altri danno l'impressione di essere venuti a Bari in vacanza premio. Mai sul pezzo, nè tatticamente nè in termini di intensità, hanno mostrato, chiaramente, di non poter indossare la maglia del Bari. Ed ora, a due dalla fine, il Bari si ritrova a giocare la partita dell'anno, con una squadra scollata dall'allenatore, una società scollata da ambiente e squadra ed una tifoseria ormai (e giustamente) indifferente davanti a una squadra che non ha mai meritato né voluto (e le prestazioni lo dimostrano) provare a salvarsi. Mancano solo due partite e poi tutti i protagonisti di questa sciagurata annata potranno andare a godersi le meritate ferie. Qualcuno provi a salvare il soldato Bari.

Sezione: Copertina / Data: Gio 30 aprile 2026 alle 19:00
Autore: Armando Ruggiero
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