Come giocherà il Bari di Longo? La domanda aleggia da ieri nei salotti del tifo. Il nuovo avvicendamento in casa biancorossa si spera possa essere quello dell'agognata svolta. Troppo brutta l'immagine della squadra in questi mesi di campionato, urge un'identità più tenace e un gruppo capace di rovesciare tutto quello che ha in campo. 

Seguendo la traccia del primo Bari di Longo, ovvero quello che ha concluso la passata stagione a pochi passi dalla conquista della qualificazione ai playoff, l'attuale disposizione in campo non sembra poi così estranea. Non c'è più Oliveri (che, nel passato campionato, Longo alternava con Favasuli), ma c'è Dickmann, mentre a sinistra continua a correre Dorval, appena rientrato dalla Coppa d'Africa.

Timida la difesa, ben più di quella della passata stagione. Manca Simic. A Longo andrà il compito di tappare quelle correnti di pericolosità che sovente si sono materializzate dalle parti di Cerofolini. Chissà che a Longo non riesca ad esempio con Stabile un'operazione simile a quella che gli riuscì con un altro braccetto come Obaretin. Mancherà ora la mente di Benali, che in estate ha lasciato Bari: Longo dovrà ricevere immediate risposte da Verreth, a meno che non arrivi un regalo dal mercato. Maggiore potrebbe essere un anello di congiunzione fra ieri e oggi nel suo ruolo di mezz'ala: con Longo, del resto, l'ex Salernitana aveva disputato una seconda parte di torneo di tutto rispetto. 

L'attacco, infine, è un rebus. Servono due punte a Longo, almeno ragionando su un classico 3-5-2. Oggi sono tutti inceppati: da Moncini a Gytkjaer, passando per Cerri. Il mercato dovrà necessariamente rivitalizzare un reparto carente. Vero è che Longo ha vissuto una situazione analoga nel passato campionato, quando da Bonfanti a Lasagna, nessuno garantì un apporto eccezionale sotto porta. Nonostante ciò il Bari non diede mai la sensazione di rischiare la categoria come questa volta.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoBari
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