Magalini verso l'addio. Il dirigente paga un rendimento disastroso e campagne acquisti tutt'altro che esaltanti. Scelte, dichiarazioni, momenti che non hanno convinto. Tanto di contraddittorio è trascorso nell'anno e mezzo di Magalini, in una gestione piena di inciampi e alla guida di mercati mai decollati. La sensazione di una figura certamente esperta ma che non sia riuscita a mantenere un filo diretto e credibile con l'ambiente. Le contestazioni verso il suo operato, del resto, si sono sprecate sul web e non solo, con tifosi letteralmente inviperiti per quanto stava accadendo.

Da più parti, ormai, si richiedeva un passo indietro visto lo stato letteralmente emergenziale in cui versava la squadra. Anche questo mercato non stava vivendo di sussulti reali e da più parti considerati urgenti per risollevare una barca che oggi sta affondando.

L'avvento di Magalini nel pianeta biancorosso è avvenuto nell'estate del 2024. Curiosamente, fu proprio con Magalini che arrivò Longo. L'ex Como ora ritroverà invece dietro la scrivania il solo Di Cesare. La separazione di Longo col Bari, nella passata estate, era arrivata sempre con Magalini e la stessa scelta autunnale, al momento dell'esonero di Caserta, era ricaduta comunque su un altro allenatore come Vincenzo Vivarini.

Emblematiche, quanto contestate, alcune dichiarazioni di Magalini nelle non tantissime volte che il dirigente si è presentato di fronte ai microfoni. Fecero ad esempio storcere il naso le parole seguite all'ultima partita del passato campionato quando il Bari non raggiunse i playoff dopo il timido pareggio col Sudtirol. Prima e dopo quello scotto Magalini non ha smesso di promuovere la sua operatività e quella del Bari, anche a fronte di risultati pressoché fallimentari. Dopo la campagna invernale di un anno fa, rimarcò con convinzione, ad esempio, l'importanza del colpo Maggiore, dribblando pure il caso Dorval.

A proposito, i colpi discussi. Tanti. Male nel settore trequarti i vari Falletti e Pereiro. Un anno fa arrivò Bonfanti in pompa magna, ma il centravanti non sfondò. Ancor prima non avevano rubato l'occhio altri attaccanti come Novakovich, Lasagna e Favilli, scelti in estate e mai continui sotto porta. La scorsa estate è stata - infine - anche quella di addii eccellenti, da Maita a Benali, passando per Mantovani: tutti calciatori oggi rimpianti dalle parti del San Nicola.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoBari
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