Oltre al ricordo di Oikonomou, altri temi sono stati affrontati nella chiaccherata con Migjen Basha, ex giocatore (e capitano) del Bari tra il 2016 ed il 2018. Tra questi, ovviamente, la difficile situazione attuale dei biancorossi: 

"Sono molto dispiaciuto e sorpreso in negativo, anche perchè Bari merita i playoff, è una piazza che deve salire. Quando vedi che i risultati non seguono, è difficile capire cosa sia successo per chi non lo vive da dentro. La retrocessione, per una realtà del genere, non deve succedere, e le discussioni sui colpevoli son sempre le stesse: calciatori, staff, allenatori, mercato, società. Rimane da "sperare" nel ripescaggio, sebbene non sappia bene lo stato attuale delle cose, ma chiaramente ciò non cancellerebbe la macchia". 

Sebbene siano passati anni da quando Migjen disputò la Lega Pro, essa resta sempre una "giungla": 

"Era difficilissimo vent'anni fa quando l'ho disputata io ed è difficilissima anche adesso, nonostante la struttura sia cambiata ed oggi vi giochino più giovani e meno anziani, come ai miei tempi. Fai fatica se non hai una società ben solida dietro e non costruisci una squadra strutturata. Soprattutto per chi retrocede, serve tanta energia per risalire e definire subito e velocemente da chi ripartire, tra campo e società. Servono giocatori d'esperienza che conoscano la C e sappiano cosa significhi la promozione. Serve lasciare indietro ciò che è successo e ripartire, ma non solo dal nome, che può motivare società più piccole a fare bene". 

Capitano del Bari che fallì nell'estate 2018, l'albanese spiega cosa significhi essere testimoni di queste brutture, ricordando quel finale di stagione:

"Non capisci realmente cosa succede. Sebbene le nostre colpe all'epoca erano minori, dovevamo comunque prendercele: per me fu un fallimento anche calcistico quello, poichè siamo stati eliminati dal Cittadella, seppur (e soprattutto) per i due punti tolti. Nessuno di noi immaginava cosa potesse succedere e porterò quella mazzata sempre con me. Dissi dopo la partita che c'era qualcosa di strano e che si stava facendo finta di nulla. Dopo due giorni, fallimento. E vale lo stesso per questa retrocessione: si sbaglia tutti quanti". 

Dopo il ritiro, prosegue la scalata verso il ruolo di allenatore per l'ex centrocampista: "Nei primi due anni, qui a Losanna, sono stato nel settore giovanili. Negli ultimi due ho fatto il collaboratore tecnico per la prima squadra e, dall'anno prossimo, allenerò l'Under 21, che è un po' la seconda squadra. Parto da solo per camminare con le mie gambe e fare esperienza. È un mestiere difficile, ambisco ad una top ma nessuna sa cosa mi attende: nel frattempo, ci provo e spero vada bene". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 04 giugno 2026 alle 21:00
Autore: Piervito Perta
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