Il match con la Cremonese, nonostante il buon pareggio, ha lasciato tanti rimpianti a Vicari e compagni. Ma non solo. Il match ha innescato tante polemiche per il rigore non concesso da Manganiello. L'episodio è avvenuto al minuto 85: Favilli riceve palla in area, tenta di girarsi per tirare, ma cade a terra. L'arbitro dice di continuare, ma il replay mostra un pestone che interrompe l'azione dell'attaccante barese e che avrebbe meritato almeno una review al monitor.
Un qualcosa di ricorrente in questo inizio di campionato: basti pensare al dubbio rigore concesso al Cosenza(dopo aver richiamato l'arbitro alla Var) per un fallo di mani di Saco oppure il rigore tolto al Bari contro il Mantova, sempre dopo revisione Var, per un fallo di mano in area. Il gol annullato in Bari-Sassuolo a Novakovich per un sospetto tocco di mano Manzari, sebbene anche qui la dinamica non fosse chiarissima.Senza dimenticare le volte in cui la tecnologia è, per fortuna, intervenuta a favore dei biancorossi: la doppia revisione al Ferraris, prima per un fallo da ultimo uomo dei doriani e poi per un netto intervento di mano di Bereszynski in area. O il rigore inventato concesso da Scatena in Modena-Bari per un legalissimo intervento di Obaretin.
Sino al match di Cremona dove la polemica è infuriata in campo, ma soprattutto fuori. In primis Mister Longo, ai microfoni di RadioBari, si è fatto sentire: "Per quanto riguarda gli episodi penso sia sotto gli occhi di tutti il fatto che ci sia stato un intervento secondo me gestito male, anche perché se parliamo di sette giorni fa con il Cosenza ci viene dato un rigore con una gestione dubbia ed errata secondo me del VAR, che ci toglie due punti nel finale. Oggi ci penalizza di nuovo con il VAR che non richiama Manganiello a rivedere l’azione. Io credo che la cosa grave sia il non richiamare l’arbitro, l’errore dell’arbitro ci può stare ma il var dovrebbe eliminare tutti gli errori più grandi. Questa è una partita che per quell’episodio ci vede lasciare due punti su un campo difficile e che la squadra avrebbe portato via meritatamente. Su questo dico solo che Bari merita rispetto".A lui si è aggiunto Sibilli, sempre nel post gara a RadioBari: "L’episodio l’abbiamo rivisto e c’era calcio di rigore, non so per quale motivo l’arbitro non abbia sentito il var ma può succedere. Ormai c’è il var, e questi episodi decidono le partite, non capisco perché non sia andato a rivederlo.” Entrambi dunque erano dello stesso avviso, post gara. Il Bari aveva fatto un ottimo match e il rigore, che poi doveva essere realizzato, sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Una probabile vittoria che avrebbe indirizzato diversamente il cammino dei biancorossi.
Il giorno dopo la Gazzetta del Mezzogiorno ha riportato un virgolettato del presidente del Bari che così si esprimeva sulla vicenda: "L’episodio l’abbiamo rivisto e c’era calcio di rigore, non so per quale motivo l’arbitro non abbia sentito il var ma può succedere. Ormai c’è il var, e questi episodi decidono le partite, non capisco perché non sia andato a rivederlo".
La polemica però ,nei giorni successivi,non si è placata. Sono intervenuti, sulla questione, anche noti ex arbitri. Prima è stato il turno di Luca Marelli, ai microfoni di Borderline24: "Mi pare un rigore solare, il difensore cerca di anticipare l’attaccante, ma trova solo la gamba sinistra. Sono episodi che in campo possono sfuggire all’arbitro perché è frontale all’azione e, pertanto, non vede il movimento del difensore che è coperto dalle gambe dell’attaccante del Bari. Tuttavia, c’erano tutti i presupposti per un intervento del VAR, perchè questo è chiaramente un episodio perso dall’arbitro e l’infrazione è chiara. Aggiungo un particolare: il Var potrebbe non essere intervenuto, perchè magari mancava l’immagine in grado di certificare il contatto sulla gamba di Favilli. Questo può accadere perché, in Serie B, le telecamere a disposizione sono in numero minore rispetto alla Serie A e capita che manchi proprio l’inquadratura che certifichi il contatto”. Parole gravi le sue che, oltre a certificare il danno subito dal Bari, metterebbero in campo un evidente dislivello tra serie A e B: su molti campi del campionato cadetto non ci sarebbero abbastanza telecamere per poter revisionare, al meglio, tutte le eventuali dinamiche di gioco. Un qualcosa di inaccettabile. Se la tecnologia deve essere usata bisogna poter garantire lo stesso trattamento a tutte le società.A queste parole ha fatto eco un altro importante ex arbitro, Calvarese, che ha espresso la sua attraverso il sito CalVar.it: "Dinamica che dalla televisione appare molto semplice, ma dal campo ci può stare sbagliare la valutazione. Quello che sorprende è il mancato intervento del Var: infatti da Gariglio non arriva alcuna segnalazione e la partita prosegue tra le forti proteste dei giocatori del Bari. I contatti bassi sono sempre più oggettivi, rispetto a quelli alti dove va valutata l’intensità. Il tutto è spiegabile con la mancata esperienza di Gariglio come VAR Pro. Inoltre non ha grande attitudine verso le on-field review. A Gariglio va dato il tempo di migliorare". Un altro particolare abbastanza grave, che evidenzierebbe la scarsa esperienza dell'arbitro alla VAR, colpevole di non aver richiamato Manganiello al monitor. Un ulteriore tassello nello strano puzzle di Cremona.
A buttare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato Valerio Di Cesare, ospite a TeleBari, le cui parole sono state riprese da TuttomercatoWeb: "Quell’episodio ci ha penalizzato, potevamo portare a casa la vittoria e invece Manganiello non ci ha dato nessuna spiegazione e ancora non abbiamo capito se sia stato o meno richiamato dal VAR. Contro il Cosenza l’arbitro era stato richiamato e infatti fischiò il rigore. Sicuramente ha visto male e speriamo che ci diano delle spiegazioni perché questi sono punti importanti, dal campo si era subito capito che era rigore e l’arbitro può anche sbagliare, ma non capisco perché non sia arrivata la chiamata del VAR. Subito dopo la partita il presidente ha chiamato gli organi competenti". L'ex capitano del Bari è stato chiaro sulla dinamica, evidenziando come anche il presidente abbia fatto sentire la sua voce a chi di dovere.
Un parapiglia durato ben tre giorni e che non accenna a volersi fermare. Ma d'altronde al Bari e ai suoi tifosi è stato fatto un torto che, ai tempi della VAR, non si può più accettare a cuor leggero. Soprattutto perché i biancorossi sono reduci dalla doppia revisione al monitor contro il Cosenza, sfavorevole, e perché lo Zini è uno dei campi più difficili della B. Ora però è il momento di guardare avanti, con il Bari che dovrà tornare a concentrarsi sul campo, per dimostrare in maniera inequivocabile di poter fare la sua parte in B.
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