Ritornato a Bari con un conto in sospeso da portare a termine e con la missione di tornare a vincere, Vincenzo Vivarini conclude anticipatamente la sua permanenza sulla panchina biancorossa. L'avventura alla guida dei galletti si è trasformata in breve tempo in un percorso tortuoso e in salita, segnato da frustrazioni ed incomprensioni piuttosto che da risultati e progettualità. Le sue grandi ambizioni si sono frantumate In fretta, dopo aver constatato la triste e desolante realtà di una squadra demotivata e senza stimoli.

Come egli stesso ha ammesso, le aspettative iniziali erano decisamente più rosee rispetto alla difficile situazione che ha dovuto affrontare. La fragilità del gruppo ha poi rispecchiato le prestazioni sul campo, in cui è apparso un collettivo privo di identità. La sua idea di calcio propositivo è subito tramutata in gioco passivo e rinunciatario. L'esordio contro l'Empoli, terminato con un tragico 5-0, è stato fin da subito un indizio indicativo di un'esperienza da dimenticare. Le premesse negative sono state presagio di una parentesi deludente fatta di quattro sconfitte e altrettanti pareggi negli otto incontri in campionato sotto la sua gestione tecnica.

Anche l'impiego delle risorse ha fatto discutere, specie per il poco utilizzo di pedine dotate di fantasia come Rao, nonché i tanti cambiamenti a livello tattico. Inoltre è mancata la sintonia con la dirigenza, come dimostra la sua chiara insoddisfazione per le azioni sul mercato compiute dalla società. Resta l'amarezza per un progetto che non è mai sbocciato, contraddistinto da aspettative sproporzionate ed evidenti attriti e tensioni. L'esonero dell'allenatore abruzzese, accompagnato anche dall'addio del direttore sportivo Magalini, ha rappresentato un epilogo inevitabile. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 15:00
Autore: Cesare De Pasquale
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