A festeggiare è il Monza, che dopo appena un anno di purgatorio ritrova la Serie A. Ma la copertina della finale play-off, paradossalmente, non appartiene ai brianzoli. Appartiene al Catanzaro, alle lacrime di Alberto Aquilani e a una squadra che ha perso la promozione senza perdere la propria identità.
Il regolamento è spietato. Lo 0-2 maturato all'andata al Ceravolo pesa come un macigno e rende inutile il successo con lo stesso punteggio ottenuto dai giallorossi all'U-Power Stadium. A premiare il Monza è il miglior piazzamento in classifica. Fine della storia, almeno per i tabellini. Ma il calcio, per fortuna, non si esaurisce nei numeri.
Perché il risultato racconta solo una parte di ciò che si è visto venerdì sera e, soprattutto, di ciò che si è visto durante l'intera stagione. Il Catanzaro esce sconfitto, ma lo fa confermando ancora una volta di essere una delle realtà meglio costruite del panorama cadetto. Una società che da anni lavora con coerenza, idee e competenza. Due stagioni consecutive ai play-off non sono una casualità, ma il frutto di una programmazione precisa che porta la firma di Ciro Polito.
E poi c'è Aquilani. Forse la scommessa più coraggiosa e più vincente. Dopo l'esperienza poco brillante di Pisa, in molti avevano accolto con scetticismo la sua nomina. Lui ha risposto sul campo. Ha costruito una squadra moderna, propositiva, coraggiosa. Una squadra che ha saputo valorizzare giovani di enorme prospettiva come Mattia Liberali e l'ex biancorosso Costantino Favasuli, senza rinunciare alle certezze rappresentate da un leader tecnico e carismatico come Pietro Iemmello.
Il Catanzaro ha giocato bene quasi sempre. Ha avuto un'identità riconoscibile. Ha saputo entusiasmare. E in una categoria dove spesso prevalgono prudenza e calcolo, non è un dettaglio.
Per questo, al triplice fischio, le immagini più significative non sono quelle della festa biancorossa. Sono quelle di Aquilani, travolto dall'emozione. Lacrime di delusione, certo, ma anche di orgoglio. Lacrime che raccontano il peso di un percorso, la consapevolezza di essere arrivato a un passo da qualcosa di enorme e forse anche la sensazione che un ciclo sia giunto al termine.
Per il tecnico romano si spalancano adesso le porte della Serie A, con il Sassuolo che sembra pronto ad affidargli una nuova occasione nel massimo campionato. Se sarà davvero così, Aquilani lascerà la Calabria sapendo di aver lasciato un segno profondo. Non una promozione, ma qualcosa che spesso vale altrettanto: una traccia indelebile nella storia recente del Catanzaro.
E mentre il Monza torna in Serie A, il Catanzaro esce dai play-off con la certezza di aver perso soltanto sul regolamento. Per tutto il resto, ha vinto ancora.
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