Contro il Crotone un punto buono... a nulla: la squadra non c'è, la classifica spaventa. E a preoccupare non è solo quella...

16.02.2013 18:00 di Andrea Dipalo  articolo letto 2332 volte
Francesco Caputo
© foto di Federico Gaetano
Francesco Caputo

Una cosa, dal pareggio interno (a reti bianche) maturato contro il Crotone, l'abbiamo probabilmente capita: il male del Bari non è questione, solo, di modulo tattico. A dare man forte a questa tesi è la prestazione dei biancorossi, poco pimpanti e quasi mai pericolosi per tutti i novanta, e passa, minuti di gioco di una partita finita tra gli sbadigli delle poche anime presenti allo stadio San Nicola, tristemente spoglio, come sempre.

Il cambio di modulo era nell'aria, e contro i calabresi è puntualmente arrivato. Ritorno al passato con la difesa a quattro e Bellomo sulla linea dei centrocampisti. In avanti, un tridente vero, con due attaccanti e una mezza punta, nella fattispecie Fedato, uno dei pochi a toccare la sufficienza nel pareggio, inutile, strappato contro un Crotone che, forse, ai punti avrebbe meritato qualcosina in più rispetto ai padroni di casa, salvati, per l'ennesima volta, da Lamanna, ancora migliore in campo di una squadra sotto tono, lontana dagli standard di inizio campionato. 

E la classifica piange. Il Vicenza, terz'ultimo, è ora a solo un punto di distacco e, se domani nel posticipo dovesse vincere il Novara, il quint'ultimo posto per il Bari si allontanerebbe (meno tre dalla Reggina, ferma a quota 29). Ipotesi, probabilità, ma la situazione è ormai chiara: la lotta per non retrocedere sarà dura, durissima, e il Bari non sembra pronto a questa guerra. Mancano tante giornate alla fine della stagione, ma sembra che il galletto non abbia oggi la forza per lottare. Nonostante, come detto, il ritorno al 4-3-3 abbia dato maggiore linfa alla squadra, Caputo e compagni, anche contro il Crotone, non sono riusciti mai a spaventare l'estremo avversario. Buone nuove arrivano dalla difesa, apparsa meglio disposta, anche se le occasioni per gli ospiti non sono mancate, con Lamanna provvidenziale in un paio di situazioni.

Dal campo alle scrivanie. Incassato il mezzo passo falso interno contro il Crotone, in via Torrebella, e non solo, la testa vola alle scadenze di lunedi, giorno in cui la società biancorossa sarà chiamata ad onorare l'appuntamento con i soliti pagamenti: in agenda, gli stipendi di giocatori e dipendenti con relative ritenute Irpef, da versare se non si vuole incappare in nuove penalizzazioni. Sembra che tutto, fortunatamente, sia stato già discusso e risolto, con la famiglia Matarrese garante del finanziamente bancario che, di fatto, garantirà e coprirà i necessari pagamenti. 

Questo, però, non basta. Presto ci saranno e si ripresenteranno nuove scadenze, nuovi ostacoli, sia per la società che per la stessa squadra. E questo Bari, ad oggi, non sembra, come detto, pronto e preparato per affrontare la sua realtà, che racconta di un bilancio capriccioso, e senza risorse, e di una classifica preoccupante, resa ancor più dura dalla competitività delle dirette avversarie, oggi certamente più preparate, solide e in salute rispetto ai biancorossi per affrontare la volata salvezza.