Non tutti i fallimenti vengono per nuocere. Come nel caso del Bari, caduto in disgrazia un anno fa ma capace di rianimarsi e rilanciarsi sin da subito.

16 luglio 2018. Una data che resterà per sempre scolpita nella memoria di tutti i tifosi biancorossi che, esattamente dodici mesi fa, assistettero inermi alla dipartita della loro squadra del cuore, colpita a freddo e non iscritta al successivo campionato di serie B a causa della mancata ricapitalizzazione da parte di una proprietà farlocca, inadeguata e dileguatasi già prima della fatidica scadenza. Un colpo al cuore di milioni di persone, tradite dalle acrobazie finanziarie di Cosmo Giancaspro, capace di trascinare nel baratro tutto ciò che gli apparteneva. Tra cui il caro vecchio galletto.

Seguirono giorni di autentico sgomento. Tutto l'ambiente a chiedersi "cosa ne sarà ora del povero Bari". Dopo diversi giorni carichi d'angoscia, ecco la risposta. Arriva dritta dritta dalla sala consigliare del Comune, dove Aurelio De Laurentiis - fresco vincitore del bando per l'assegnazione del titolo sportivo del club biancorosso - promise a gran voce: "L'obiettivo è portare il Bari in serie A". Apriti cielo.

Dalle ceneri. Il nuovo patron lotta contro il tempo. Alle promesse bisogna far seguire i fatti. Ma quando riparti dalla serie D, i fatti possono anche tardare ad arrivare visti anche i tempi ristretti (siamo quasi a metà agosto) per costruire prima una società e poi una squadra all'altezza della situazione. Un tentativo estremo ma ben riuscito, visti i risultati sportivi e societari fatti registrare sin da subito dalla Ssc Bari.

Presidenza a Luigi. A caricarsi sulle spalle la nuova scommessa imprenditoriale della famiglia De Laurentiis ci ha pensato il primogenito di Aurelio, rivelandosi all'altezza della sfida. Supportato da un entusiasmo contagioso, Luigi ha mostrato di possedere tutte quelle peculiarità necessarie per far crescere il club: competenza, serietà, disponibilità finanziaria, lungimiranza nella progettualità e massima attenzione ad ogni singolo aspetto di una società in evoluzione.

Promossi a pieni voti. Dopo appena dodici mesi, possiamo ben dire che il Bari non poteva capitare in mani migliori. I fatti sono lì a dimostrarlo, con un club in piena crescita e sempre più padrone del proprio destino. Un complesso che si plasma e si perfeziona costantemente, trasmettendo sicurezza a tutto l'ambiente. Una sicurezza che non si respirava da almeno un decennio. Che dire... mai fallimento fu più gradito.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 16 Luglio 2019 alle 00:00
Autore: Andrea Dipalo
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