Il derby pugliese con il Bisceglie ha chiuso la regular season del Bari. L’ex Federico Giampaolo, intervistato dalla nostra redazione, ha commentato l’intero cammino nel girone C: “Sicuramente doveva fare molto meglio, le aspettative erano diverse. Però c’è anche da dire che la Serie C è un inferno, per cui non è che bisogna trovare una scusante o un alibi, ma il Bari non è possibile vederlo in quella posizione, in quel girone, in quella categoria lì. Per vincere il campionato occorre avere tante qualità, non solo giocatori bravi ma molte componenti: evidentemente qualcosa è stato sbagliato”.

I play-off“C’è questa ultima possibilità che sono i play-off, in cui penso che il Bari tirerà fuori il meglio, perché di solito chi gioca contro i biancorossi fa la partita della vita, come ieri sera, e non è una novità. Le squadre si chiudono e sfruttano le ripartenze, invece negli spareggi promozione le avversarie per andare avanti devono dimostrare un’identità di gioco e delle basi solide. Con loro il Bari potrebbe dire la sua, anche se è molto difficile, perché oltre alla qualità e l’esperienza del singolo vale pure una certa identità. Auteri una sua identità di gioco ce l’ha, bisogna vedere se riusciranno a sfruttarla e ad essere bravi in queste partite decisive”.

Il ritorno di Auteri“Se la società ha deciso di fare questo passo è perché si sono resi conto che con Carrera forse non c’è stata quella spinta. È vero che molti calciatori sono andati via e si sono infortunati, però Auteri un’impronta di gioco te la dà, a prescindere da tanti problemi. Penso che il Bari abbia ritenuto opportuno continuare a portare avanti quel discorso che avevano preso inizialmente”.

Su Cianci, allenato proprio da Giampaolo tra le fila della Fidelis Andria“Cianci si dà da fare, è un giocatore generoso. Ovvio che deve concretizzare di più, anche perché sicuramente i palloni arrivano di più. Il Bari ha avuto diverse occasioni, nonostante il Bisceglie mi sia piaciuto per l’impostazione. Queste squadre si mettono dietro, è complicato scardinare 10 uomini dietro la linea della palla addirittura a 40 metri dalla porta avversaria, per cui ci vuole il guizzo vincente come ha fatto D’Ursi nel suo gol. Pietro è bravo nei colpi di testa, a fare sponda, buttarsi nella profondità. Ma quando incontri squadre così tutto diventa più difficile, servono giocatori brevilinei e tecnici che saltano l’uomo”.

Mercurio“Un 2003 che riesce a fare queste cose, effettivamente è un ragazzo di grande prospettiva. A maggior ragione giocando in Serie C, e poi soprattutto a Bari che non è facile, visto che non è una piazza come le altre. L’età conta relativamente, Auteri fa bene a metterlo in campo perché le qualità sono innate, ciò che puoi migliorare è l’esperienza. Chi lo mette in un contesto di squadra organizzato viene agevolato”.

Sezione: Esclusive / Data: Lun 03 maggio 2021 alle 23:00
Autore: Gabriele Bisceglie
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