Sancataldese, Cossentino a TuttoBari: "Brienza? Fa un certo effetto..."

"Serve gara intelligente, con Iadaresta Bari al top".
10.01.2019 15:00 di Gianluca Sasso  articolo letto 5978 volte
Cossentino, qui con l'Andria
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Cossentino, qui con l'Andria

Da Messina a San Cataldo: poco più di 200 km per lasciarsi alle spalle un’esperienza da dimenticare e riprendere confidenza con il campo. È la storia recente di Alberto Cossentino, difensore della Sancataldese, approdato alla corte verde-amaranto soltanto due settimana fa e già perno della difesa con capitan Di Marco.

Domenica ritroverà probabilmente Franco Brienza, conosciuto all’epoca delle giovanili del Palermo, la squadra della sua città natale: “Sarà molto strano – spiega Cossentino -. Mi affacciavo per la prima volta alla prima squadra, mi allenavo con lui e rimasi colpito dalla sua professionalità. Mi ha aiutato molto. Sono curioso di vederlo”.

Riavvolgiamo il nastro: San Cataldo rappresenta un’occasione di rinascita.

“Sì, qui ci sono molti siciliani come me. Ho trovato una grande famiglia, una società solida e una squadra di ragazzi volenterosi”.

Hai cominciato la stagione all’AcR Messina. Perché sei andato via?

"È stata una delle parentesi più brutte della carriera. Ho avuto a che fare con persone che spero di non incontrare più nel mondo del calcio. In più, mi sono anche infortunato".

Comunque è strano vedere il Messina lì in fondo.

“Viste le premesse, c’era da aspettarselo. Ad agosto abbiamo fatto un ritiro, o pseudo tale, con quattro persone, un allenatore che dopo venti giorni è scappato vista la soluzione. Poi è arrivato qualche giocatore ma abbiamo cambiato diversi direttori sportivi e tutto è andato storto”.

Hai affrontato il Bari alla prima giornata: quello 0-3 al San Filippo è stato già la pietra tombale sul campionato e le ambizioni delle altre?

“Sulla carta si sapeva che il Bari avrebbe fatto poca fatica in questa categoria. Hanno rispettato i pronostici. Perciò domenica ci aspetta una sfida davvero impegnativa”.

Hai cominciato la tua esperienza con la Sancataldese con un pareggio esterno contro la Cittanovese. Sensazioni?

“Il risultato è giusto, abbiamo fatto la nostra onesta gara e colto un punto su un campo difficile”.

Difficile in tutti i sensi, per quanto racconta chi ci gioca. Sei d’accordo?

“Sì. È un sintetico duro. Tante squadre avranno difficoltà a Cittanova, sia per le caratteristiche del campo che per il valore degli avversari. Corrono molto e lottano sulle seconde palle”.

E il Bari come si ferma?

“Con una partita intelligente, sfruttando le ripartenze”.

Domenica ritroverai anche Iadaresta. L’anno scorso eravate insieme a Latina.

“Io e Pasquale siamo molto amici. Con lui il Bari ha completato l’organico al meglio: è uno degli attaccanti più forti della serie D. Sulle palle inattive sa far male, in area è fortissimo”.

Da difensore, meglio trovarsi davanti un centravanti strutturato come Iadaresta o Pozzebon o un attaccante che da meno punti di riferimento come Simeri?

“Sono tutti clienti spiacevoli. È difficile marcare uno come Simeri così come è complicato destreggiarsi in area contro Iadaresta o Pozzebon”.