Errico Altobello, ex difensore del Bari dal 2012 al 2014 (con cui ha messo a referto tredici presenze), ed attuale giocatore della Scafatese, con cui ha conquistato, recentemente la promozione in C, è intervenuto ai nostri microfoni per commentare il suo presente ma anche per ricordare gli anni in Puglia. Ecco le sue parole.

Su Bari: "Bari è stata un'esperienza bellissima, un sogno che si realizza. Porto con me tanti bei ricordi. Il gruppo squadra era formato da uomini veri ma soprattutto amici, ci frequentavamo costantemente fuori dal campo".

Sul gruppo di quegli anni: "I miei amici più stretti erano Romizi, Sciaudone, Defendi, Ceppitelli e Dos Santos: un bel gruppo di giovani che aveva voglia di emergere. In particolare con Romizi mi sono ritrovato a giocare anche in altre piazze ed è quello con cui ho legato di più. Ho un bellissimo ricordo anche dei ragazzi che sento meno, sicuramente qualche nome lo dimentico. Ogni volta che ci risentiamo è come se fosse la prima volta".

Sulla situazione attuale sei galletti: "Sto seguendo un po' il Bari attuale, non ho visto molte partite ma mi informo sempre sui risultati e sulla classifica. In un campionato difficile come la B bastano un paio di vittorie per farti salire e un paio di sconfitte per buttarti giù. Uscirne non è facile, mi metto nei panni dei calciatori. L'augurio che posso fare ai galletti è di salvarsi e di puntare, in futuro, a palcoscenici decisamente più consoni a loro".

Sulla piazza biancorossa: "La piazza di Bari vive di calcio, non lo scopro certo io. Io mi sono trovato in un momento particolare della storia biancorossa, post retrocessione. Sebbene il momento non fosse felicissimo avvertivi l'amore della gente e l'enorme passione. Bastava una semplice passeggiata per rendersi conto di che persone fossero i baresi e di quanto amore avessero per la loro squadra. Almeno una volta all'anno faccio un salto nel capoluogo pugliese, ho ancora molti amici li".

Sulla promozione raggiunta con la Scafatese: "È stata una grande stagione, resa possibile dalla grande coesione tra ambiente, spogliatoio, ma soprattutto dal presidente, che conosco da tre anni. È un "folle visionario", ti dà qualcosa in più e ti trasmette quella carica necessaria per raggiungere grandi risultati".

Il momento cruciale della stagione: "Il crocevia della stagione è stata la vittoria a Nocera che al tempo sembrava la diretta concorrente per la promozione. Quel successo mi ha fatto capire che ce l'avremmo fatta".

Sul futuro: "Ora giocheremo la poule scudetto e poi programmeremo la nuova stagione. Sicuramente la permanenza in terza serie deve essere l'obiettivo iniziale e principale da settembre".

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 13:00
Autore: Armando Ruggiero
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