Quando non si ha buonsenso e umanità, difficilmente si avvicina la gente: tuttalpiù, la si allontana. Nel caso del Bari calcio è difficile anche immaginare una lontananza più grande di quella attuale fra società e tifosi. Eppure, l'ennesimo schiaffo alla passione biancorossa arriva direttamente dai botteghini in vista della sfida vitale contro il Venezia: la scelta di mantenere prezzi così elevati per un Bari che lotta disperatamente per non sprofondare nel baratro della Serie C rappresenta l'ennesima prova di una totale mancanza di empatia verso la piazza. In un momento in cui la logica e il buonsenso avrebbero suggerito una politica di prezzi popolari e quasi simbolici per chiedere scusa di una stagione fallimentare, la società ha preferito arroccarsi dietro cifre che scoraggiano anche il tifoso più fedele. Fissare tariffe che arrivano fino a 34,00 € per la Tribuna Ovest e 21,00 € per le Curve è una manovra che sa di sfacciataggine pura: un segnale inequivocabile di come gli introiti vengano anteposti a qualsiasi valore morale o spirito di solidarietà verso una città che meriterebbe ben altro rispetto.

​Questa strategia di marketing risulta non solo eticamente discutibile ma anche tecnicamente suicida: invece di riempire lo stadio portando i biglietti a un prezzo simbolico per esempio di 5 euro, anche solo per provare a creare un muro umano a sostegno della squadra, si è preferito solcare un solco ancora più profondo tra il club e il suo pubblico, condannando di fatto il San Nicola a una desolante cornice di vuoto proprio quando ci sarebbe bisogno di ogni singolo decibel per strappare punti vitali alla capolista. La società avrebbe dovuto sentire il dovere morale di abbassare le pretese dopo aver tradito ogni promessa estiva, trasformando un'annata che doveva essere di gloria in una penosa corsa per evitare il naufragio: la mancata adozione di un "prezzo scuse" conferma che la sensibilità non abita in questi uffici e che il distacco dalla realtà barese è ormai giunto a un punto di non ritorno.

​Chi ancora gestisce queste dinamiche sembra non rendersi conto che la dignità di un popolo non ha prezzo: continuare a spremere chi soffre per questi colori è la mossa definitiva di chi ha smarrito la bussola della realtà e preferisce il freddo calcolo del guadagno immediato al calore di una tifoseria che andrebbe riconquistata con i fatti e non umiliata con tariffe senza senso, contestualizzate a questa attualità. Il risultato è solo quello di trovarsi davanti a uno stadio spettrale che rifletta perfettamente il deserto di idee di una dirigenza che ha deciso di voltare le spalle alla propria gente proprio, anche ora in cui servirebbe solo stringersi per farsi forza.

Sezione: News / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 12:15
Autore: Enrico Scoccimarro
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