Il tempo del silenzio. Nessuno ha parlato ieri dopo la debacle di Avellino. Una sconfitta che rischia di compromettere, questa volta sul serio, una stagione che sembra avviarsi verso un epilogo che più drammatico non si può. E, a giudicare dal clima di vistosa contestazione che aleggia da ieri dopo il ko di Avellino sui social e nel mondo del tifo, che fa anche un po' il paio con la rassegnazione di tanti, questo Bari sta meritando ogni disfatta, non concedendo spazio ad alcun tipo di margine di respiro né fiducia.

Succede che la terz'ultima gara del campionato regolare, quella che doveva rovesciare tutto l'orgoglio in campo di una squadra che ha tanto da farsi perdonare, è divenuta una beffa vera, in una rivalità storica e contro un avversario, l'Avellino, che ora mira ad altre latitudini. Sembra un film dell'orrore quello del Bari che non perde occasione per buttarsi giù e che nelle ultime due curve del torneo (Virtus Entella e Catanzaro gli avversari) dovrà ora trovare gli estremi rimedi. Pessimo il modo in cui è stato gestito quasi tutto. E cresce, come detto, il pessimismo in una piazza stanca e comprensibilmente afflitta da un rendimento senza scosse.

Non basta il calore dei tifosi e il supporto di una città ad un gruppo incapace di volare. Il Bari, in attesa dei verdetti - presto definitivi - di una classifica insopportabile, resta per intanto condannato ad una mediocrità che non ha senso. Il messaggio da Avellino è lapidario: 180 minuti lo separano dal possibile baratro.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoBari
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