La storia di Verreth con la maglia del Bari comincia circa un anno fa quando giunge dal Brescia, fallito, a parametro zero, insieme a Moncini e Dickmann. Il Bari pensa di aver trovato il proprio regista e di aver messo a posto, finalmente, quella zona di campo.

Pochi giorni dopo il suo arrivo, però, la doccia gelata: giunge in ritiro la notizia della scomparsa del figlio di Verreth, sconvolgendo il centrocampista e tutto l'ambiente biancorosso. Verreth, nonostante tutto, non molla e rilancia sin da subito, prendendosi la titolarità e le chiavi del centrocampo barese. Sia con Caserta che con Vivarini la sua presenza è scontata, sebbene prestazioni raramente entusiasmino. Riesce a siglare due gol, uno a Chiavari e uno col Frosinone, con una bella punizione. Anche nelle prime con Longo è titolare, tuttavia, con l'arrivo di nuovi innesti come Artioli e il rilancio di alcuni giocatori messi in soffitta, come Braunoder, Verreth perde progressivamente la titolarità, complici anche alcuni guai fisici.

Il rientro avviene solo a inizio maggio, con l'Entella, ed è da incubo: all'inizio della ripresa, con il Bari in vantaggio, Verreth casca in una stupida provocazione di Guiu e commette un fallo di reazione, beccandosi il rosso. Nelle successive tre non metterà mai piede in campo e chiuderà, mestamente, la propria stagione. In avvio di questo nuovo campionato Rastelli lo aveva posto, nuovamente, in cabina di regia e sembrava ci fossero margini per una sua permanenza.

Negli ultimi giorni, però, le sirene di mercato sono diventate sempre più insistenti e sono culminate con la cessione in Romania. Segno di un ragazzo che aveva bisogno di voltare pagina e di mettersi tutto alle spalle. E forse è davvero meglio così, per tutti. L'anno appena trascorso è stato eccessivamente duro per il belga e quasi impossibile da metabolizzare. La speranza è che la nuova avventura possa essere una ripartenza per lui, sul campo e fuori

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 12 agosto 2026 alle 20:30
Autore: Armando Ruggiero
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