Mattia Collauto, ex calciatore biancorosso, conosce bene l’ambiente barese. Ai nostri microfoni, l’ex centrocampista ha parlato del momento delicato della squadra a due giornate dalla fine, con la salvezza ancora da conquistare. Queste le sue parole in esclusiva.

A due giornate dalla fine e con la permanenza in categoria ancora in bilico, fotografa così la situazione dei biancorossi: “È una situazione complicata, che tarda a prendere una piega positiva, però c’è ancora speranza. È chiaro che è inutile stare qui a fare pronostici: bisogna solo abbassare la testa e pedalare il più possibile, perché sono due finali in cui il Bari si gioca una permanenza in categoria fondamentale. Di conseguenza, non credo ci sia tempo per fare pronostici né per pensare a cosa si va incontro, e non credo sia neanche la soluzione giusta. Bisogna mettere la testa nel lavoro, nella preparazione delle due partite con l’Entella e con il Catanzaro, senza pensare a quello che sarà, ma concentrandosi sul dare tutto quello che si ha per provare a rimettere un po’ in sesto la situazione”.

Sulle conseguenze di una possibile retrocessione: “Non ci voglio pensare da ex, da tifoso, e non è neanche il momento di farlo perché porterebbe solo negatività. In questo momento, invece, c’è bisogno di riunire tutte le forze e di spingere la squadra a fare due prestazioni di livello, probabilmente come non ha fatto fino ad ora, per cercare di ottenere due risultati importanti”.

In merito al ruolo dei giocatori più esperti e alle possibili chiavi della salvezza, il discorso si allarga al gruppo nel suo insieme: “Io non credo che ci sia una ricetta in questo, nel senso che il giocatore esperto affronta questo tipo di situazioni forte di un passato e di un’esperienza che lo aiuta a gestire la pressione, ma non credo che si debba puntare su qualcuno in particolare. Penso che tutti possano risultare decisivi. Un risultato importante arriva sempre da una serie di componenti, quindi non credo che il Bari abbia determinati profili destinati a essere più decisivi di altri. Il Bari deve puntare sull’orgoglio di questi calciatori, che vogliono dimostrare di non essere quello che hanno mostrato fino ad ora. Perché, secondo me, il Bari, preso uno per uno, ha una buona squadra. E quindi credo che possa essere il collettivo a risultare decisivo”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 19:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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