L'addio di Di Cesare è il tema delle ultime ore. Il diesse, nonché ex capitano biancorosso, andrebbe verso la rescissione. Un epilogo amaro, così come la retrocessione di poche settimane fa che, di fatto, ha battezzato il fallimento di una gestione che non ha portato frutti. Il Bari, e non solo sul mercato, ha sbagliato molto, quasi tutto. Da più parti, in queste ore, si rimarca che non può essere il solo Di Cesare il colpevole di una situazione che ha radici profonde, oltre che molto più lontane.

Il Bari non ha mai dato la sensazione di competere su obiettivi di mercato, andando in sofferenza e dovendo rimediare con chiari piani B. Serviva, insomma, qualcosa in più dell'ordinario per salvare una baracca che stava affondando e che non ha mai smesso di imbarcare acqua. Dicevamo di Di Cesare: un addio al secondo dei due ruoli che ha assunto Bari. Decisamente più impattante quello da calciatore, dove l'ex Brescia e Parma ha imperversato per anni, costituendo l'anima della rinascita biancorossa dopo il fallimento.

Le critiche sono arrivate dopo. Di Cesare ha dapprima affiancato l'esperto Magalini, poi fatto in proprio. Non è servito il suo attaccamento al Bari per evitare il baratro. Lascia dopo un biennio da dirigente in cui ha incassato decisamente più critiche che elogi.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 06 giugno 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoBari
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