C’è una categoria di calciatori silenziosi, di quelli che la domenica non ti rubano gli occhi con una giocata, ma di cui ti accorgi solo quando non ci sono più. Sì, perché, per tre anni e mezzo, Raffaele Maiello è stato la bussola di un Bari che cercava se stesso. Sempre il primo a dettare i tempi e sempre l’ultimo, tra i tanti, a perdere la testa. Non a caso la gente ha iniziato a chiamarlo “Il Professore”. Non per presunzione, ma per rispetto verso chi, con la palla tra i piedi e con una semplicità fuori dalla norma, trasformava la frenesia in ordine.

Oggi il San Nicola rivedrà quel ragazzo classe ’91 con una maglia diversa, quella salentina del Casarano e, probabilmente, anche con una fascia da capitano al braccio. Ma, far finta che sia una partita come le altre, contro un ex come tutti gli altri, sarebbe una bugia. Del resto, l’ha raccontato anche in una nostra recente intervista: “Per me, come ho detto in altre occasioni, non sarà una partita come le altre. Sarà un'emozione”. I numeri raccontano solo un pezzetto di storia: poco più di settanta presenze e un unico gol, quello al Cittadella. Un gol che però, probabilmente ne vale 10. Un gol volo da una posizione assurda, quasi impossibile, schiacciata in rete con la disinvoltura di chi fa sembrare semplice ciò che per altri sarebbe impossibile. 

Ma il legame tra Maiello e Bari è andato ben oltre il campo. È racchiuso nelle immagini che la memoria fa fatica a scordare: il pullman scoperto nella festa per la Serie B, la maglia celebrativa con la scritta “Che Bello è”, le braccia al cielo al fischio finale al San Nicola e persino quel sogno chiamato Serie A, accarezzato fino all’ultimo secondo e sfumato quando ormai sembrava cosa fatta. Anche quando i problemi fisici sembravano più grandi di lui, Maiello non è mai sparito. È rientrato con la bocca chiusa e i denti stretti, mettendosi a disposizione senza mai chiedere nulla di più.

La scorsa estate le strade si sono divise, accompagnate da quell'affetto social che raramente si riserva ai comprimari. Oggi che gioca a qualche chilometro di distanza e continua a insegnare calcio con la stessa serietà, il suo ritorno a casa ha un particolarmente sapore strano. Quando calpesterà di nuovo quell'erba, il San Nicola saprà bene come accoglierlo. Perché, il tifoso del Bari, si ricorderà sempre di chi ha sudato per la maglia, pur senza fare rumore. E per il Professore, gli applausi saranno del tutto inevitabili e naturali.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 16 agosto 2026 alle 12:00
Autore: Martina Michea
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