Da qualche giorno la questione stadio si è risolta in maniera favorevole per i De Laurentiis, tornati in possesso dell'Astronave in cambio di garanzie giunte solo per iscritto e senza alcune eventuale sanzione. Come rimarcato da Leccese bisognerà fidarsi della parola dei De Laurentiis (facile a dirsi), con Marino che sarà una sorta di garante e si interfaccerà con il comitato e con la città.

Nel frattempo, però, la contemporanea retrocessione e le gravissime problematiche societarie, col passare degli anni, stanno sempre più affievolendo la passione dei baresi. Da un lato ci sono quelli che da tempo hanno abbandonato lo stadio, non abboccando più alle promesse dei De Laurentiis, c'è chi da quest'anno o a seguito della retrocessione, inevitabilmente, lascerà il San Nicola. Uno sparuto gruppo di persone, invece, popolerà l'impianto cittadino. Non c'è nessuno che, in questi casi, abbia ragione o torto. Certo, guardando i numeri dell'anno scorso, la netta sensazione è che un calo vertiginoso sia la logica conseguenza. Sia per quanto riguarda i tagliandi staccati ma, soprattutto, per quanto riguarda la questione abbonamenti.

Un dato è certo: in tre anni la mancata programmazione e la pochissima passione di questa società hanno trasformato i 60mila di Bari-Cagliari in un migliaio circa di presenze. Numeri da incubo e che segnano l'ennesima pagina buia della storia recente del Bari. C'è poi l'idea romantica, balenata sin da ieri da piu parti, dell'intitolazione dello stadio a Igor Protti, alfiere della baresità e del crederci fino in fondo. Qualche volta è bello credere ai sogni. Chissà che, stavolta, non possano diventare realtà. D'altronde, proprio a Napoli, hanno intitolato lo stadio a Diego Maradona, idolo della piazza partonopea. Perché non intitolare l'impianto barese all'idolo della piazza biancorossa

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 21 giugno 2026 alle 10:30
Autore: Armando Ruggiero
vedi letture